Quello Shemà Israel nelle grotte del Beato Sante

Gli studenti e le autorità davanti al convento del Beato Sante nel Giorno della Memoria 2020

GIORNO DELLA MEMORIA / SCUOLE E PREMIO “LUCI NEL BUIO DELLA SHOAH”

Quello Shemà Israel nelle grotte del Beato Sante

 

Lunedì 27 gennaio, in occasione del giorno della Memoria, il Comune di Mombaroccio ha organizzato una commemorazione nelle grotte del convento del Beato Sante con gli studenti delle scuole. Qui infatti si salvarono dalla Shoah alcuni ebrei nascosti dai contadini e dai frati. Ma decisiva per la sorte dei rifugiati, fu la complicità di Erich Eder, comandante della Wehrmacht a Mombaroccio. Nell’agosto del 1944 infatti, l’ufficiale tedesco, avendo scoperto l’identità delle famiglie ebree, decise di non deportarle verso lo sterminio. Dopo averne parlato con Padre Sante Raffaelli, guardiano del convento, Erich Eder si adoperò per aiutare anche la popolazione civile.

«Abbiamo pensato a questo luogo della memoria perché proprio qui il 25 agosto 1944 caddero le prime bombe che aprirono la porta della Linea Gotica – spiega il Sindaco Emanuele Petrucci – e in queste grotte si salvarono 300 civili con la famiglia Sarano che recitò la preghiera dello Shemà Israel mentre i soldati tedeschi recitavano il Padre Nostro». I ragazzi della scuola “Barocci” hanno letto alcuni passi del diario di Alfredo Sarano che era segretario della Comunità ebraica di Milano e che, prima rifugiarsi a Mombaroccio con la sua fa miglia di sette persone tra cui due figlie piccole, Matilde e Vittoria, riuscì a nascondere gli elenchi degli oltre 14mila ebrei milanesi, salvandoli così dalla deportazione.

Oggi l’intera vicenda è narrata nel libro “Siamo qui siamo vivi” edito da San Paolo e scritto dal giornalista Roberto Mazzoli con prefazione di Liliana Segre. Negli anni la famiglia Sarano è tornata più volte a Mombaroccio dove ha potuto anche abbracciare, a distanza di oltre 70 anni, i figli dell’ufficiale tedesco Erich Eder.

In memoria di questa storia il Comune di Mombaroccio bandisce dal 2018 il premio nazionale “Luci nel buio della Shoah” riservato a tutte le scuole italiane. Migliaia di studenti partecipano per ricordare le storie di salvezza che, nella notte più buia dell’umanità, seppero illuminare la strada da seguire. In palio un montepremi di 1.500 Euro oltre a numerosi riconoscimenti. Inoltre tutti gli elaborati verranno conservati in un catalogo multimediale in via di realizzazione. «Al momento sono già arrivate decine di iscrizioni – dice il Sindaco Petrucci – che coprono un po’ tutte le regioni d’Italia: scuole da Cuneo, Matera, Fidenza, Vigevano, Ventimiglia, Trapani, Grosseto…».

La giornata conclusiva del Premio si terrà nella chiesa del Beato Sante nel mese di maggio alla presenza delle autorità e dei sopravvissuti. Per le scuole c’è tempo fino al 31/1/2020 per iscriversi e fino al 4/3/2020 per inviare gli elaborati. Tutte le informazioni su www.mombaroccio.eu

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