La Terrasanta con gli occhi di oltre 40 giovani pellegrini di Pesaro-Fano-Urbino

L’EDITORIALE

 

DI DON STEVEN CARBONI*

 

Solo cose belle

 

Siate pellegrini sulla strada dei vostri sogni.” Proprio con queste parole di Papa Francesco, i giovani del PUF, (Diocesi di Pesaro, Urbino e Fano), sono tornati dall’incontro del Circo Massimo a Roma nell’agosto 2018 in vista del Sinodo. Ed è da lì che come PUF abbiamo sentito da lontano la chiamata a metterci in cammino ancora uniti verso il sogno non di un’altra bella esperienza ma di ciò che viene definito “IL” pellegrinaggio. Sì, la Terra Santa ci ha chiamato da più di un anno. E ora questo sogno è diventato viaggio, esperienza, condivisione. Celebrare la Messa nella grotta di Betlemme, entrare al mattino presto nel sepolcro vuoto, pregare la Via Crucis nella ferialità delle vie di Gerusalemme, ascoltare il silenzio del deserto di Giuda fino a Gerico, salire al Monte Tabor lasciandosi trasfigurare dalla luce di Dio anche sotto la pioggia e sentirsi ancora chiamare da Gesù Risorto come Pietro sulle rive del lago di Tiberiade, tutto questo ora è Vangelo vivente, bella notizia, luce che rischiara le notti oscure. Tutto in un clima di vera fraternità e di meraviglia. Più di 40 giovani ora sapranno raccontare la piccolezza con cui Dio sa fare cose grandi. Sapranno narrare che come le finestre possono far passare la luce di Dio. Sapranno scegliere sempre e ovunque la “Verità che ci fa liberi”, non permettendo che la paura e l’odio continuino ad alzare muri. Il Vescovo di Fano, Mons. Trasarti, a nome dei Vescovi del PUF, è stato vero pastore per questi giovani, ha camminato sempre con loro, li ha ascoltati personalmente, si è messo a servizio. E dalla grotta dell’Annunciazione di Nazaret ha invitato a rinnovare con Maria il nostro “Eccomi” alla vita e alla Chiesa, così come sono. Anche grazie al suo stile, infatti, ora i giovani stanno ringraziando per l’immagine di chiesa gioiosa, umile e unita che vogliono ancora amare e servire. Don Marco Di Giorgio, guida competente e amante di questi luoghi, ha permesso a tutti di ascoltare e vedere la potenza della Scrittura che ora abita i nostri cuori. “Solo cose belle” intitolava il film uscito lo scorso anno della Comunità Papa Giovanni XXIII. E credo che sia un titolo da poter copiare se dovessimo sintetizzare la gratitudine per questo sogno vissuto insieme, partito da lontano ma che ora potrà essere solo dirompente nel bene. Potrebbero testimoniarlo anche i membri del servizio del volo Alitalia che vedendo viaggiare questi giovani da Tel Aviv a Roma hanno detto: “Complimenti, non siamo abituati a vedere tanti giovani così educati e gioiosi!”.  Un modo semplice per dire che sono stati i primi a cogliere negli occhi di questi giovani solo luce e bellezza.

 

 

*Responsabile per il Servizio per la Pastorale Giovanile

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