Dono e compito

La Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola è impegnata da anni a dare concretezza a parole che, riferite alla Chiesa, per la loro importanza e ripetizione rischiano di diventare vuote: sinodalità, discernimento corresponsabilità, riforma, cambiamento.

Statuto. Quest’anno pastorale ha visto tutte le parrocchie ricevere dal vescovo la bozza dello statuto per formare o rinnovare entro il mese di aprile il Consiglio Pastorale, spazio di ascolto e di discernimento e manifestazione di una Chiesa sempre più capace di vivere la comunione.

Corresponsabilità. È stato il professor Luigi Alici dell’Università di Macerata, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica, con un intervento dal titolo: «Il “noi” della corresponsabilità: dono e compito» ad aprire una serie di incontri volti a far crescere in ogni comunità la consapevolezza di essere Chiesa. La sua è stata una relazione in cui attraverso la parola corresponsabilità si è rotto il muro di separazione tra clero e laici. «Il tema della corresponsabilità – ha detto Alici – è centrale in Lumen Gentium: “i sacri pastori riconoscano e promuovano la dignità̀ e la responsabilità̀ dei laici nella chiesa; si servano volentieri del loro prudente consiglio, con fiducia affidino loro degli incarichi per il servizio della chiesa e lascino loro libertà e campo di agire, anzi li incoraggino perché intraprendano delle opere anche di propria iniziativa” (LG 37). Ne deriva una ministerialità non solo ad intra: nella edificazione del bene comune e della solidarietà in campo nazionale e internazionale “sono specialmente i laici a essere ministri della sapienza cristiana” (AA 14)».

Carismi. «Papa Benedetto, al Forum internazionale di Azione Cattolica (2012), teorizza apertamente un passaggio dalla collaborazione alla corresponsabilità. Gli appelli ripetuti e accorati di papa Francesco in tale direzione riguardano soprattutto, più che un riequilibrio di compiti e carismi tra laici e ministri ordinati, una nuova postura, comunitaria e condivisa, nei confronti delle fragilità e delle miserie, e una costante apertura missionaria».

Parlare di corresponsabilità ci fa superare dunque da una parte il “noi” contrapposto al “voi” e dall’altra si denuncia una corresponsabilità volta solo a cercare solo nella contrattazione di spazi propri a ciascuno dei contraenti l’unico modo per andare d’accordo.

Primato del “noi”. A tale proposito il professore Alici ha indicato alcune vie che messe insieme favoriscono la ricucitura di quello strappo che l’individualismo ha creato all’interno della società e quindi della Chiesa. «Per tornare a riconoscere la responsabilità che ci accomuna, a livello sociale ed ecclesiale, dobbiamo far scendere l’io dal proprio piedistallo e porci una semplice domanda: che cosa c’è tra noi? Corresponsabilità significa riconoscere il primato del “noi”, dilatandolo in senso universalmente inclusivo: a livello sociale, incoraggiando ministerialità laicali competenti, formate e disponibili; a livello ecclesiale, non accontentandosi soltanto di ripensare profondamente i luoghi e le forme della corresponsabilità (condizione certamente necessaria ma non sufficiente), ma disponendosi ad accogliere e condividere il munus della comunione –dono che ci precede e compito che ci interpella».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *