76 anni dal bombardamento di Urbania

Giovedì 23 gennaio ad Urbania è stato ricordato il 76° anniversario del bombardamento che, nel 1944, ha portato alla morte 248 persone, tra cui molti bambini. Una storia scritta col sangue e ben spiegata agli studenti dell’Istituto Della Rovere che nella mattinata hanno ripercorso i luoghi di quella tragedia, guidati dal sindaco Marco Ciccolini e da alcuni sopravvissuti. Alle 12.42 – momento della luttuosa sventura di quella domenica – è stato ricordato da Danilo Faggi il tragico evento con il lungo suono della sirena che ha richiamato tutta la città a fermarsi in un “silenzio di tomba”. La commemorazione. Alle 18, autorità civili, forze di polizia, protezione civile, soci dell’Avis, rappresentanti dei carabinieri in pensione e numerosi fedeli hanno partecipato nella Concattedrale ad una solenne concelebrazione liturgica presieduta da mons. Giovanni Tani, che – nell’omelia – ha ricordato le vittime del bombardamento. «Siamo qui per non dimenticare. Siamo qui a pregare per la pace, e vediamo quanto ce n’è bisogno». «Se creiamo pace nel nostro piccolo – ha continuato l’Arcivescovo – quella pace si dilaterà e noi non sappiamo fin dove arriverà. Anche noi in Diocesi: se vogliamo camminare verso una
sempre più valida forma di Unità Pastorale, dobbiamo far cadere i giudizi reciproci fra una comunità e
l’altra, arrivare a considerarci veramente in un quadro di fratellanza e comunione. Questo vogliamo fare nel Sinodo Diocesano. in questo anno. In questo periodo della “memoria” ci viene incontro l’esempio di Massimiliano Kolbe che nell’inferno dell’odio e di quanto di più disumano si può pensare si è collocato con la forza dell’amore e della preghiera». Una tragedia insensata. Per Urbania le cause di questa tragedia rimangono tuttora un mistero, nonostante le numerose ricerche: tante le ipotesi di cui nessuna è documentata. Sappiamo però che gli aerei che sorvolarono la nostra zona quel giorno: furono i B17 (dette fortezze volanti) del 99° B. Group, del 5° Wing della 15^ USAF, di stanza a Tortorella di Foggia, che avevano come obiettivo Poggibonsi in provincia di Siena, città più volte bombardata prima e dopo il 23 gennaio 1944, e possiamo supporre che fossero gli stessi aerei che hanno devastato Urbania. Purtroppo nei rapporti ufficiali dei partecipanti alla missione di quel giorno non vi è cenno alcuno del bombardamento di Urbania, mentre risulta dai
rapporti che nello stessa giornata e alla stessa ora, le 12.42, fu bombardata Poggibonsi, un fatto però smentito da testimonianze locali, perché in quel giorno una fitta nebbia stagnava sulla città toscana. Il tempio votivo. Come in ogni anniversario, anche quest’anno dopo la Messa c’è stata la visita alla chiesa dello Spirito Santo, il Tempio Votivo dedicato alle vittime di guerra, allora raso al suolo: tutto crollò, il tetto precipitò, la facciata si squarciò, ma l’immagine della Madonna della Misericordia con il Bambino benedicente rimase miracolosamente intatta e – anche per questo – nel 1994, cinquantesimo anniversario dell’avvenimento, l’Arcivescovo mons. Donato Bianchi volle che quell’immagine fosse incoronata da Papa San Giovanni Paolo II: l’appuntamento realizzato nell’Aula Paolo VI il 5 gennaio
1994.

Giuseppe Mangani

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