Via Curiel, una pessima cartolina

Ombre di degrado ben nascoste tra le luci del Natale. È la doppia faccia di una città costretta a confrontarsi sempre più sul tema della sicurezza e della microcriminalità. Un puzzle di notizie formato da tante tessere che, accostate una all’altra, danno un quadro d’insieme davvero preoccupante. Basta scorrere i comunicati delle forze dell’ordine delle ultime settimane. Tra le ormai ben note piazze dello spaccio (stazione ferroviaria e parco Miralfiore) si sono aggiunti di recente i parcheggi dell’Interquartieri, del Rossini Center, del MacDonald’s e del cinema Metropolis. E poi le scuole controllate h24 dalle telecamere nell’ambito dell’operazione “Scuole sicure 2019/2020”. Ed ancora: pochi giorni fa in un garage di via Mancini, a Pantano, tra i quartieri più degradati di Pesaro, è stata sequestrata una fabbrica di droga (3 Kg di eroina, cocaina, metadone…). E si moltiplicano i casi di overdose: ad inizio ottobre un trentacinquenne di Pesaro è stato soccorso in extremis, qualche settimana fa una donna di 30 anni è collassata sull’arenile di viale Trieste, mentre a fine novembre una donna di 40 anni è stata salvata dal 118vicino all’Ipercoop.

Il degrado è evidente anche nel centro storico. L’emblema è via Curiel: trecento metri di strada pedonale nel salotto buono della città. Una sorta di corridoio d’accesso verso il teatro Rossini e via Branca e un pessimo biglietto da visita nella città Unesco della musica. Qualche giorno fa Davide Ippaso, segretario di Confcommerio, si è fatto portavoce delle lamentele dei negozianti. Ma la situazione vista dei residenti, appare ben più drammatica: «Ci sentiamo abbandonati persino dalle istituzioni che da anni si rimpallano le responsabilità». Nel tempo c’è chi ha preferito andarsene mentre chi vive ancora da queste parti, oggi ha persino paura di esporsi pubblicamente. Un timore fondato visto che qui, di recente, non sono mancate minacce e avvertimenti per nulla velati. E che la via sia da anni una zona franca lo conferma anche l’assenza di telecamere di controllo al varco d’accesso alla Ztl. Ormai la gente lo sa e ogni giorno sono centinaia le auto e gli scooter che, senza autorizzazione, passano di qui per riversarsi nel centro. Anche la sosta per i residenti è ormai un miraggio e la quasi totale assenza di controlli, costringe ogni giorno anziani, bambini e disabili ad arrangiarsi da soli per aggirare gli ostacoli di un percorso pedonale sempre meno accessibile. Il degrado appare poi evidente anche da negozi sfitti, gazebo abbandonati e sporcizia. Di notte poi la via rimane in balia degli spacciatori ed il mattino restano visibili a terra i segni della droga. Nella galleria Curiel, su cui affaccia il retro del palazzo di Confindustria, è facile rinvenire siringhe sporche di sangue. Ora che il problema ha raggiunto il suo apice, arrivano puntuali anche le promesse politiche. A cominciare dalle telecamere che potrebbero essere installate nell’estate dell’anno prossimo. Ma stavolta non basta. Oltre alle promesse i residenti chiedono anche precise risposte e trasparenza nelle responsabilità. Perché qui la videosorveglianza ztl arriverà solo nel 2020? Come mai per anni nessuno ha mai risposto alle richieste formali dei residenti? Come mai l’amministrazione ha scelto di abbandonare finora via Curiel a se stessa?

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