Trecento giovani con don Verdi

Sabato 30 novembre si è svolta nell’arcidiocesi di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado la quarta edizione della ormai consolidata “Veglia d’Avvento”, ideata ed organizzata dall’équipe di Pastorale Giovanile della Metropolia di Pesaro, Urbino e Fano (PUF). L’appuntamento era all’oratorio di Urbania dove circa 300 giovani e meno giovani hanno cenato insieme e si sono conosciuti. La veglia, iniziata all’oratorio San Domenico Savio, ha avuto la fortuna di godere della presenza di mons. Giovanni Tani arcivescovo di Urbino e di mons. Armando Trasarti, vescovo di Fano. Facendoci guidare dalle parole di San Paolo (Rom 13) siamo partiti in processione guidati dalla luce e dalla Parola.

 

Preghiera. Il breve pellegrinaggio è stato un momento molto forte, durante il quale i giovani hanno creato un clima di preghiera e ascolto. Siamo entrati in chiesa accolti da un clima di raccoglimento rafforzato dalla luce puntata sul grande crocifisso e dal canto del coro parrocchiale “Cantico Nuovo”, che ha animato tutta la serata. Ospite d’eccezione è stato don Luigi Verdi della Comunità di Romena, che con la sua capacità di arrivare dritto al cuore dei giovani ci ha colpito con parole semplici ma dirette ed efficaci.

 

Riflessione. Don Luigi dopo averci messi in guardia dai mali della nostra società – la mancanza di silenzio, il troppo ragionare e la mancanza di responsabilità – ha elencato le azioni che possiamo concretizzare per cambiare il mondo e renderlo degno di essere vissuto. La libertà: siamo in una società che proclama la libertà a gran voce, ma in realtà siamo tutti chiusi in una gabbia. Una volta le catene si vedevano e da esse ci si poteva difendere; oggi invece esistono catene che non si vedono. Per essere liberi noi possiamo dire di amare Gesù perché lui è stato il primo che non si è fatto schiavo della ricchezza o dei pregiudizi. Il perdono: se noi non perdoniamo il passato allora il futuro è finito. Don Luigi ci ha dato tre suggerimenti per perdonare una persona: capire, non odiare e ringraziare. E tutto questo per dar forza alla debolezza: grandi sono coloro che prendono qualcosa che va male e lo fanno andare bene. Di fronte a ciò che ci fa paura dobbiamo fare un passo indietro, solo uno, per rispetto della paura stessa e poi aprire gli occhi perché spesso essa ci inganna e ci fa vedere quello che non è. Infine ci ha chiesto di tener salde tre cose che il nostro mondo vorrebbe uccidere: la bellezza, la tenerezza e la gioia. Un aforisma di Gandhi è stata la conclusione della riflessione: “Il problema non è aspettare che la pioggia finisca, ma saper ballare sotto la pioggia”.

 

Sintesi.. È intervenuto poi mons. Tani che ha augurato ai presenti di vivere al meglio l’avvento, così da preparare il nostro cuore all’incontro con la venuta di Colui che è Amore Vero. La celebrazione si è conclusa con la benedizione dei ragazzi che a breve partiranno per la Terra Santa e con la consegna di un braccialetto luminoso, simbolo della luce della preghiera: “La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Rom 13,12).

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *