Padre Bocci, un eredità di fede

Con una solenne concelebrazione eucaristica che si è svolta nella chiesa dei frati Cappuccini di Pesaro, presieduta dal Ministro provinciale P. Sergio Lorenzini, è stato ricordato P. Giuseppe Bocci, che il 23 novembre 1974, vigilia della festa di Cristo Re, moriva nel convento dei Cappuccini dove era vissuto santamente per 46 anni.

 

Trapasso. Padre Marzio Calletti, cresciuto nella sua vocazione accanto a P. Giuseppe, ha ricordato il momento del suo trapasso. «Si attendeva P. Giuseppe – ha detto l’attuale parroco di San Francesco d’Assisi – per la celebrazione in chiesa, ma a fine Messa è stato trovato, defunto, appoggiato con il capo sulla scrivania sulla quale aveva lavorato per larga parte della sua vita, giorno e notte, per il Regno di Dio, segno limpido che Cristo lo voleva premiare per quanto aveva fatto per Lui». A 45 anni dalla sua morte, – ha affermato il Ministro provinciale – siamo portati a guardare con serenità all’eredità di fede, speranza e carità che P. Giuseppe ci ha trasmesso e che corona un cammino gioioso verso la santità, dalla quale non è escluso nessuno.

 

Vocazioni. Approfondendo lo spirito della solennità che si è celebrata, P. Sergio ha osservato che se vogliamo partecipare alla regalità del Signore dobbiamo fin d’ora vivere in Lui, imitando il Servo di Dio P. Giuseppe Bocci, che non ha mai detto no, ma si è fatto conquistare dall’amore di Cristo e lo ha ridonato a piene mani a tutti, perché i santi non sono persone speciali ma persone ispirate dallo Spirito Santo, aperte alla santità di Dio, cui tutti siamo chiamati. Un momento particolare della celebrazione è stata la preghiera elevata al Signore per chiedere la grazia di nuove e sante vocazioni sacerdotali e religiose. A rendere maggiormente significativa la circostanza è che l’intenzione è stata pronunciata da Carmen Casablanca, una donna laica che si è consacrata a Dio entrando a far parte dell’Istituto Secolare fondato dal Servo di Dio delle “Volontarie Francescane della Vocazioni”.

 

Tomba. La cerimonia è culminata nella visita alla tomba di P. Giuseppe, ove i sacerdoti e i fedeli presenti si sono recati processionalmente per chiedere al Signore, tramite quel grande Apostolo delle vocazioni che è stato il Servo di Dio, la grazia di una “nuova primavera” di giovani che accolgano con gioia e generosità la chiamata di Dio nella certezza che – come insegna Papa Francesco – se uno riconosce una chiamata di Dio e la segue, ciò sarà la cosa che darà pienezza alla sua vita.

 

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