“Nel lavoro individuiamo la dignità dell’essere umano”

“Nel lavoro individuiamo la dignità dell’essere umano”. Lo ha affermato il Vescovo Armando, mercoledì 4 dicembre nell’omelia della Santa Messa con il mondo del lavoro nella ditta Saint’Andrews di Bellocchi.

“Nel lavoro – ha proseguito il Vescovo – l’uomo e la donna partecipano alla forza creatrice di Dio. Non è che Dio abbia imposto all’essere umano un semplice dovere di lavorare. Il lavoro, piuttosto, ha in sé un alto valore. E’ in conformità con la situazione originaria dell’essere umano. Non serve soltanto al soddisfacimento dei bisogni economici ma anche all’umanizzazione dell’esistenza delle persone. Il lavoro – ha sottolineato il Vescovo Armando – è partecipazione dell’essere umano alla costruzione del mondo e contributo all’opera creatrice di Dio. Se la società non produce beni che migliorino la vita delle persone è evidentemente malata e se il bene delle persone non contribuisce al bene di tutti siamo davanti a un’esistenza parassita che attinge al bene prodotto dalla società ma non intende contribuire al bene degli altri. La vita, il benessere degli altri dipende anche da te; non puoi sottrarti a questa responsabilità accontentandoti della ricerca del tuo bene privato. Il bene che fai – ha ricordato il Vescovo – è prezioso agli occhi di Dio e il bene che non fai agli altri è una mancanza grave”.

Il Vescovo si è, poi, soffermato sulla figura dell’imprenditore. “Essere imprenditore non è un male o una colpa, ma una vera e propria vocazione che porta ad arricchire la società. Siete perciò chiamati  – ha messo in evidenza il Vescovo riprendendo le parole di Papa Francesco – ad essere costruttori del bene comune e artefici di un nuovo umanesimo del lavoro, a tutelare la professionalità, a prestare attenzione alle condizioni in cui il lavoro si attua, perché non si verifichino incidenti o situazioni di disagio. La vostra via maestra sia sempre la giustizia, che rifiuta le scorciatoie delle raccomandazioni e dei favoritismi, e le deviazioni pericolose della disonestà e dei facili compromessi. Il bene comune sia la bussola che orienta l’attività produttiva, perché cresca un’economia di tutti e per tutti che non sia insensibile allo sguardo dei bisognosi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *