La bellezza dell’amore di Dio

“Speriamo di non far morire negli anni la memoria di questa festa e, per i credenti, la memoria religiosa che lega questa chiesa alla città di Fano”. Lo ha detto il Vescovo Armando nell’omelia della Santa Messa, alla presenza delle autorità civili e militari, nella chiesa di Santa Maria Nuova dove da oltre 500 anni si celebra la Festa dell’Immacolata Concezione deliberata dal Consiglio Generale della Città di Fano il 21 gennaio 1509.

Bellezza. “E’ bello considerare la Vergine Immacolata come il capolavoro, la bellezza dell’amore gratuito di Dio, è uno specchio di bellezza sul quale cogliere una legge del comportamento di Dio che ci riguarda tutti: la salvezza, la benevolenza di Dio è grazia. Noi – ha proseguito il Vescovo – abbiamo bisogno di questa festa. E’in questi tempi così convulsi, complicati e opachi che la nostra speranza sembra venir meno e con questa festa ci viene la voglia di lottare per quel mondo nuovo, pulito, il Regno di Dio, che non è qualcosa di astratto. E’ il pensiero di Dio sul mondo, sugli uomini, prima ancora che sulla vita eterna, che costituisce il cuore della promessa di Gesù”.

Bontà. Soffermandosi sulla figura della Vergine, il Vescovo ha sottolineato come proprio nella vicenda di Maria noi tocchiamo con mano la bontà di Dio che non ha abbandonato gli uomini alla loro storia di infedeltà e di fragilità, ma anche la risposta libera e generosa che ha trovato in una donna che ha acconsentito a diventare la madre del Suo Figlio, la madre di Gesù. Con la Festa dell’Immacolata celebriamo un Dio che ci precede sempre, che offre il suo amore prima ancora che noi possiamo riconoscerlo, ricambiarlo o, tantomeno, meritarlo”.

Discepolo cristiano. In conclusione, il Vescovo ha evidenziato alcune caratteristiche del discepolo cristiano alla luce della figura di Maria, mettendo in evidenza alcune parole chiave. “Innanzitutto – ha sottolineato il Vescovo – “rallegrati” ci indica che la fede non è dei penitenti angosciati. L’incontro con il Signore ci rende gli occhi limpidi anche nel nostro peccato. “Non avere paura”, i martiri dei primi secoli e di oggi non hanno paura perché sono il cuore di Dio. E ancora, lo Spirito Santo che noi definiamo con sapienza, intelligenza, fortezza. In Maria, con il suo ‘Eccomi’, vediamo davvero la tipologia del credente”.

Giubileo lauretano. Il Vescovo ha ricordato l’apertura a Loreto dell’anno Giubilare perché la Santa Casa è la casa dell’“Eccomi”, della fiducia, dell’impegno e della fedeltà. Al termine della celebrazione padre Giancarlo Mandolini, Frate Minore custode della chiesa di Santa Maria Nuova, ha ringraziato il Vescovo, il Sindaco di Fano Massimo Seri e le autorità comunali presenti in questa giornata ormai tradizionale per la città fanese. Ad animare la solenne liturgia il coro della Cappella Musicale della Cattedrale di Fano.

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