Rossini: la sua fede in musica

Il Rossini Opera Festival propone in prima esecuzione assoluta la Petite (jazz) messe solennelle (Teatro Rossini, sabato 16 novembre, ore 21) appositamente commissionata ed affidata al genio interpretativo di Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Uri Caine (pianoforte) e Daniele di Bonaventura (bandoneon). Una contaminazione fra musica classica e jazz che si avvale di tre grandi interpreti di livello internazionale, fra i più importanti musicisti jazz contemporanei.

Rivisitazione. L’opera, considerata il testamento spirituale del compositore, fu composta nella villa di Passy nel 1863: Rossini morirà cinque anni dopo, il 13 novembre 1868. Il compositore scriveva nell’ultima pagina dell’autografo, in calce all’Agnus Dei: “Buon Dio, eccola terminata questa umile, piccola Messa. È musica benedetta quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso”. Nella sua versione originale, dedicata alla contessa Louise Pillet – Will, la Petite Messe Solennelle ha un organico formato da dodici cantanti (quattro solisti e un coro di otto elementi), due pianoforti e harmonium. “Ci siamo avvicinati all’opera di Rossini con molto rispetto – spiega di Bonaventura. Personalmente sono rimasto rapito dall’ascolto di questa composizione che non esito a paragonare al Requiem di Mozart. La Messa colpisce per la sua liricità, per la struttura armonica e per le sue caratteristiche timbriche. Al di là della formazione classica – aggiunge di Bonaventura – suono il bandoneon come autodidatta. Si tratta di uno strumento che, prima di divenire simbolo della musica argentina e del tango, ebbe le sue origini in Germania, dove veniva utilizzato per accompagnare le funzioni liturgiche. In questa versione della Messa sostituisce l’harmonium della partitura originale”.

Versione. La Petite (jazz) messe solennelle rappresenta l’ultimo capitolo delle celebrazioni per il 150° anniversario della morte di Rossini. Il 2018 è stato per il ROF un momento di svolta sia perché si è dato il via a un progetto di estensione della propria attività sia per l’esplorazione di nuovi linguaggi che interpretano le pagine della musica rossiniana alla luce di nuovi codici espressivi. “Abbiamo agito in questa prospettiva – sostiene di Battista – utilizzando strumenti inusuali senza mai stravolgere una composizione che è stata scritta in modo perfetto. Sarà un’esecuzione in cui avrà una parte importante l’improvvisazione ma l’opera di Rossini sarà sempre riconoscibile nelle sue caratteristiche fondamentali. È un immenso onore poterla eseguire a Pesaro e nel teatro dedicato a Rossini”. Biglietti – da 10 a 35 euro, in vendita alla biglietteria del Teatro Rossini.

MARIA RITA TONTI

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