Regione Marche: una conferenza sulla denatalità

 

Una “Conferenza regionale sulla denatalità”. È questo l’invito che il “Forum delle Associazioni Familiari” delle Marche ha rivolto alla Regione sollecitandola ad affrontare un problema finora gravemente sottovalutato dall’agenda politica nazionale e locale. L’evento si terrà a Senigallia il prossimo 8 febbraio 2020.

Perticaroli. Nei giorni scorsi inoltre, il presidente del Forum regionale, Paolo Perticaroli, ha spedito a tutti i parlamentari eletti nelle circoscrizioni marchigiane una lettera. Nel testo Perticaroli ricorda che «il Forum delle Associazioni Familiari nazionale, raccogliendo le istanze delle famiglie di tutta Italia, lo scorso 17 ottobre ha portato passeggini e seggioloni vuoti in piazza Montecitorio, per richiamare la politica alla responsabilità che più le appartiene: investire sul presente delle famiglie per assicurare il futuro a questo Paese attraverso l’Assegno Unico per figlio, strumento che riconosce il valore dei figli come bene sociale e non solo privato». Il presidente sottolinea che «gli ultimi dati Istat raccontano di un’Italia ormai vecchia e priva di prospettive future» e «anche la nostra Regione sta attraversando una forte crisi demografica, dato che è una delle zone del Paese con il più alto numero di anziani. Al calo delle nascite, infatti, si associa il fenomeno dell’emigrazione dei giovani e di interi nuclei familiari. Interi paesi si stanno svuotando, soprattutto nelle aree interne, questo anche a causa degli ultimi eventi sismici e tra pochi anni non ci saranno più giovani da immettere nel mondo del lavoro che potranno garantire quell’alleanza tra generazioni su cui si fonda il patto sociale».

Statistiche. Per fotografare la situazione della denatalità nella nostra regione, il Forum ha affidato un approfondito studio al Cirsfia dell’Università di Urbino (Centro interdisciplinare di ricerche e studi su famiglie, infanzia e adolescenza). La ricerca mette in evidenza come, nelle regioni centrali dell’Italia, si registrano i tassi di fecondità più bassi (1,28 figli per donna rispetto a una media nazionale dell’1,34).

In Italia nel 2017 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 458.151 bambini, oltre 15 mila in meno rispetto al 2016. Nell’arco di 3 anni (dal 2014 al 2017) le nascite sono diminuite di circa 45 mila unità mentre sono quasi 120 mila in meno rispetto al 2008. Questo calo della natalità si lega, da una parte, alla crisi avviatasi nel 2008 e al suo impatto sull’abbassamento dei livelli di fecondità e, dall’altra parte, alla diminuzione della popolazione femminile tra 15 e 49 anni (circa 900 mila donne in meno tra 2008 e 2017), dunque in età riproduttiva.

Motivazioni. Il contesto regionale mostra tassi di fecondità al di sotto della media italiana che precedenti ricerche condotte nei primi anni del nuovo millennio dall’Istituto di Sociologia di Urbino hanno tentato di spiegare, con specifico focus sull’area del pesarese. Il progetto si propone di affrontare il tema della bassa fecondità collegandolo all’analisi delle motivazioni sottostanti le scelte riproduttive, riservando attenzione ai giovani e ai contesti territoriali di provenienza.

ROBERTO MAZZOLI

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