Cinghiali e caprioli: gli agricoltori protestano a Roma

Cinghiali e caprioli, terreni sotto assedio: la protesta degli agricoltori arriva a Roma. Raccolti distrutti, greggi attaccate e sterminate, incidenti stradali nelle campagne ma anche nei centri urbani. L’allarme per la fauna selvatica incontrollata è alle stelle con agricoltori e cittadini esasperati per i danni subiti e i pericoli concreti che si rischiano ogni giorno. Per questo giovedì 7 novembre, anche dalla provincia di Pesaro Urbino, numerosi agricoltori e amministratori comunali sono partiti alla volta di Roma per dare vita, in piazza Montecitorio, alla più grande protesta mai realizzata prima. Un blitz di migliaia di agricoltori, allevatori, pastori, affiancati anche da sindaci, associazioni ambientaliste e dei consumatori, per far sentire la propria voce a difesa del proprio lavoro.

Un problema molto sentito nella nostra provincia. Con un’estensione di 2.567 chilometri quadrati, Pesaro e Urbino è la seconda provincia marchigiana per territorio. Più della metà dei circa 150 incidenti sulle strade marchigiane causati dall’attraversamento di animali è avvenuto nella nostra provincia. Oltre la metà degli incidenti sono causati proprio dai caprioli, 55%, e per il 35% dai cinghiali. Altre specie che risultano causare incidenti sono il daino e l’istrice mentre non si contano – e per questo il dato è ampiamente sottostimato – i sinistri legati all’attraversamento di animali di piccola taglia come volpi, lepri, fagiani, eccetera. Per quanto riguarda i danni causati da cinghiali, il 75% del problema nelle campagne, sono circa 200 ogni anno le aziende del pesarese che vengono colpite. Secondo i dati forniti dalla Regione Marche, negli ultimi anni, è Urbino il comune più colpito con oltre 320mila euro di danni riconosciuti, davanti a Cagli che supera i 190mila euro. La coltura più colpita in assoluto è quella dei cereali che rappresenta circa il 50% dei danni in provincia. La mancanza di una corretta gestione della fauna sta determinando un incremento dei danni e infatti, già da una prima stima delle richieste pervenute agli ATC, i danni del 2019 sono di gran lunga superiori alle annualità precedenti. A ciò si aggiunga che spesso i danni alle colture agricole o gli incidenti stradali non vengono neanche denunciati, sia per le difficoltà procedurali che per la tempistica e l’esiguità dei risarcimenti.

COLDIRETTI

 

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