La necessità della “buona “preghiera

GIUSEPPE BALLARINI- PESARO – ” IL ROSETO” 1994 – CM. 60X80

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno C (Luca 18, 1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:

«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.

Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».

E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».


Commento alle Letture della domenica

  • Introduzione

Gesù dopo aver proposto il Padre nostro ai discepoli desiderosi di pregare, oggi, con le parole del vangelo, spiega le le caratteristiche del “ben pregare”.

  • Le caratteristiche del ben pregare

Gesù propone una parabola “sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai”. Una vedova chiede giustizia ad un giudice senza scrupoli. Questi finisce per ascoltarla, data la sua insistenza. Le tre letture insegnano a ben pregare.

  1. Preghiera e sacre Scritture S.Paolo afferma a Timoteo: “Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare”. Una prima caratteristica per pregare bene è quella di tenere in mano le sacre Scritture. Perché? Perché quando si prega anzitutto bisogna mettersi in ascolto di Dio, il quale ha notizie importanti da dirci ogni volta che ci mettiamo davanti a lui; oppure ci dà le parole (come i Salmi o i Cantici) da esprimere nella preghiera. La preghiera è ascolto della parola contenuta nelle sacre Scritture, soprattutto nel Vangelo: leggere, riflettere, pregare, lodare. E se non abbiamo il Vangelo, ripensiamo un messaggio, una parola bella, come il Padre nostro o parole di Gesù che conosciamo! Allora si vive un colloquio pieno di amore con il Signore.

  2.Preghiera e perseveranza. La preghiera ha bisogno di tempo, di insistenza. Non possiamo fermarci un minuto e scappare, dire una preghierina e fuggire. La perseveranza è necessaria non tanto per convincere il Signore a darci quello che ci serve, ma è utile sia per confermare la nostra fiducia in Dio e sia per chiarire a noi stessi l’importanza o meno della grazia da chiedere. La vedova viene ascoltata perché ha insistito, fidandosi di quel giudice miscredente, ma competente. Perseverare è pregare, dice il vangelo, giorno e notte, chiamando con fiducia l’amico Dio.

  1. Preghiera e fiducia. Mosè, sul monte, prega da mattina a sera e il suo popolo è salvo. Egli conosceva la potenza e la misericordia del Signore; era certo che sarebbe venuto incontro in quella dura lotta. Una testimonianza.

“Il dottor Ahmed, specialista oncologo, venne invitato a parlare in un convegno. Prese l’aereo, che dopo due ore di volo, dovette fare un atterraggio di emergenza. Allora prese una macchina. Ma un brutto temporale fece interrompere il viaggio. Stanco ed affamato, il dottore cercò una casa, dove rifugiarsi. Trovò una piccola casa, si fermò, bussò. Una donna venne ad aprirgli. Lui le spiegò la situazione e chiese un telefono. Non c’erano telefoni. La donna accolse il medico in casa, e gli offrì da mangiare e bere. Iniziando il pranzo, lo invitò a pregare, ma egli si dichiarò ateo. In disparte c’era una culla, con suo figlio malato di cancro. La donna aveva chiesto di consultare il dottor Ahmed, specialista per quel male, ma non aveva soldi. “Ho molto pregato, disse, confidando in Dio. Dio non ha ancora risposto alle mie preghiere, ma sono sicura che un giorno troverà una soluzione”. Il dottore Ahmed cominciò a piangere, esclamando: “Dio è grande! Io sono il dottor Ahmed”. Riconoscendo la fede di quella donna, capì che Dio lo aveva guidato a quella casa per curare il bambino malato, esaudendo così le preghiere.

La bambina, Mosè, la vedova… hanno fiducia che il Signore ascolta la preghiera. Gesù dice: “Tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto, e vi accadrà” (Mc 11,24).

  • Conclusione

Per “ben pregare” le caratteristiche sono: avere in mano le Scritture, essere perseveranti, e nutrire un’immensa fiducia in Dio. Signore, insegnaci a pregare!

LETTURE: Es 17, 8-13a; Sal 120; 2 Tm 3, 14 – 4, 2; Lc 18, 1-8

DON PIERO PELLEGRINI

 

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