La casa che si apre a Gesù

GIUSEPPE BALLARINI-PESARO-“SILENTE”OLIO SU TELA CM 54X68 DAL CATALOGO CENTO FINESTRE IN UNA STANZA (G.C.)

XXXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO Anno C (Luca 19, 1-10)

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.

Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».

Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».

Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».


Commento alle Letture della domenica

  • Introduzione

Nel viale dei sicomori, a Gerico, “la città delle palme” sotto il livello del mare, Zaccheo cerca Gesù e si nascondo su un albero. Gesù lo scopre e lo chiama: “Oggi devo fermarmi a casa tua!”. E lui “scese in fretta e lo accolse con gioia”.

  • Accogliere Gesù a casa nostra

Zaccheo accoglie con gioia Gesù nella sua casa. Zaccheo è ognuno di noi. Dopo l’incontro con Gesù, Zaccheo mette in ordine la sua vita, distribuisce metà dei beni ai poveri e restituisce in maniera abbondante quanto aveva estorto con forza e cattiveria. Cosa significa accogliere Gesù in casa, in famiglia?

  1. Diamo importanza alla fede

Zaccheo era preso dal suo lavoro, dimentico della legge di Dio e del tempio. Quando ascolta Gesù, resta colpito, al punto che lascia lavoro e soldi e lo cerca, sperando di “vederlo”.

Accogliere Gesù in casa significa dare alla fede e alle sue esigenze, a Gesù e ai suoi sacramenti, l’attenzione e l’importanza che meritano. Ciò comporta un ridimensionamento dell’importanza che diamo al lavoro, alle pulizie di casa, al riposo, agli hobby, a favore della preghiera in famiglia, della lettura del vangelo e della Messa domenicale. Esageriamo le nostre esigenze… Si dà la colpa alla fretta o ai nostri bisogni. Ma i motivi veri potrebbero essere altri, come la pigrizia, l’indifferenza, oppure il non ritenere importante la fede, o anche accontentarsi della minima fede. E con noi adulti, poi, trasciniamo anche i figli in questo comportamento!

Quale importanza diamo alla fede? La trasmettiamo ai figli?

  1. Promoviamo delle relazioni di amore

Zaccheo fa un profondo cambiamento di vita: metà dei beni la dona ai poveri, metà a quelli a cui aveva rubato. Zaccheo vive l’amore verso le persone, dopo aver sperimentato il perdono di Gesù.

Gesù entra nella casa di Zaccheo ed acclama: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza”. È una casa restaurata, una famiglia illuminata, guarita: adesso vi abita Gesù e la sua parola.

Per onorare la presenza di Gesù nella casa tre sono i comportamenti: RISPETTO e gentilezza l’uno verso l’altro, evitando giudizi taglienti, parole offensive, comportamenti superbi; COMPRENSIONE e delicatezza degli uni verso gli altri, verso i ragazzi, i giovani e le loro esigenze, e verso i genitori; PERDONO da dare e da chiedere, perché sbagliamo tutti dentro casa, per ritrovare concordia e armonia, per darsi nuova fiducia e ripartire insieme.

  1. Viviamo un sereno dialogo

Infine Zaccheo, che accoglie Gesù in casa, si apre al Maestro e parla serenamente con lui, dei suoi sbagli e delle sue buone decisioni. È Gesù risponde con ammirazione. Tutto avviene nella gioia.

Il dialogo in famiglia, fatto di umile e sereno ascolto e di parole buone e sincere evidenzia la presenza di Gesù. Quando gli sposi si parlano con calma e dolcezza; quando i genitori ascoltano e parlano con i figli, dando tempo e attenzione; quando i figli si intrattengono con i genitori per chiarire, per esprimere il loro pensiero, quando tutta la preghiera prega insieme (leggendo il vangelo o recitando il Rosario o celebrando Lodi o Vespri), si attualizza la presenza di Gesù che afferma: “Quando due o tre sono riuniti nel mio nome, lì ci sono anch’io”. Perché Lui ha l’ultima parola e la benedizione.

  • Conclusione

Gesù bussa alla nostra casa, vuol entrare, illuminare e guidare la nostra famiglia per portarla alla gioia vera. Lui si ferma, se è accolto, ascoltato e seguito. Lo Spirito Santo ci aiuti a dare più attenzione al Signore.

LETTURE: Sap 11,22-12,2; Sal 144; 2 Ts 1,11 – 2,2; Lc 19, 1-10

DON PIERO PELLEGRINI

 

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