Dialoghi sulla soglia. Il suono del corno

 

Venerdì scorso ero a Ferrara per un convegno sui profili di incostituzionalità del c.d. ergastolo ostativo, dopo la bella sentenza CEDU Viola c/ Italia, quando il taxi che mi stava accompagnando sul luogo dei lavori mi ha fatto scendere a 500 metri dalla mèta, a causa della manifestazione Fridays for Future che aveva invaso gran parte della splendide larghe strade ferraresi. Finalmente un tema che tocca le corde di centinaia di migliaia di studenti in tutt’Italia, da Torino a Palermo. Il nostro smarrito umanesimo sembra riudire il suono del corno di Orlando e il suo monito. È la natura a dare il suo struggente suono moribondo. Il tema più elegiaco è divenuto il tema politico attualmente più forte. Guardavo oggi pomeriggio il mare nel suo colore incantevole, riprendersi il suo segreto, sul finire di settembre. Qualcosa di laicamente sacro. Perché si ama di meno, mi dice un amico, tutto va peggio: vi avverto il segno di una catastrofe antropologica non diversa dalla catastrofe ambientale che affligge il pianeta. Poi scendono precoci le prime ombre e anche noi risentiamo qualcosa di sacro, un rientrare della luce nell’essere. Lo dico da agnostica umanista, non chiudiamo le orecchie a questi richiami accorati e potenti, così dipendenti l’uno dall’altro: senza indugi.

SILVIA CECCHI ( Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro)

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