Al Bianchini si parla d’Africa

L’anno sociale 2019/2020 del Circolo culturale “Angiola Bianchini” inizia all’insegna dell’Africa. Dopo l’inaugurazione dello scorso 19 ottobre a cura del M° Enzo Vecchiarelli (Poeti in manicomio. Dino Campana e Alda Merini), tre incontri saranno dedicati all’Africa a partire da venerdì 25 ottobre alle ore 17.30 presso l’ex Chiesa di S.M. del Gonfalone con il giornalista scientifico free lance Michele Catanzaro che parlerà di “Scienzate d’Africa in movimento”, sulle storie di Caroline Asiimwe, Segenet Kelemu, Liz Kizito e altre donne coraggiose, agronome, veterinarie, oceanografe. Scienziate africane che dopo anni trascorsi a far ricerca nei paesi del nord del mondo sono tornate nella loro terra d’origine per dare impulso allo sviluppo autonomo dell’Africa, anche in campo scientifico.

Bellocchio. Mercoledì 30 ottobre alle ore 16.30 presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico “Battisti” (Via XII Settembre 3, Fano) Daniele Bellocchio, giornalista free lance parlerà di “Lago Ciad: Viaggio nel cuore della jihad africana e del cambiamento climatico”. Il bacino del Lago Ciad è il teatro di una delle peggiori crisi umanitarie dei nostri tempi. Due i fattori: la desertificazione del lago, che negli ultimi 50 anni ha perso il 90% della sua superficie, e il terrorismo di Boko Haram, che ha fatto del bacino lacustre l’ultima frontiera della jihad in Africa. La desertificazione e la guerra del terrore sono due fattori direttamente collegati. Il giornalista Daniele Bellocchio si è recato sul campo e ha raccolto testimonianze drammatiche e uniche.

Bilongo. Mercoledì 6 novembre alle ore 16.30 sempre presso l’Aula Magna Istituto Tecnico “Battisti” Fano, Jean-René Bilongo, capo dipartimento politiche migratorie-inclusione di Flai-Cgil presenterà il libro “Spezzare le catene”, di recentissima pubblicazione, da lui scritto assieme al giornalista Toni Mira del quotidiano Avvenire, Giuseppe Gatti, della Procura di Bari e Carlo Cefaloni di Città Nuova. Jean René Bilongo migrante dal Camerun, bracciante nelle terre del caporalato, poi studente di Legge e ora dirigente nazionale della Federazione Lavoratori dell’Agroindustria della Cgil conosce bene il dramma e la complessità di questo atroce fenomeno di degrado sociale e umano per cui donne e uomini provenienti da ogni dove spesso si confrontano con condizioni di lavoro drammatiche, talvolta non dissimili dalla schiavitù. Nel libro e nella conferenza descriverà cosa succede veramente nei campi e cercherà di tracciare le possibili vie d’uscita dallo sfruttamento e dal caporalato.

A CURA DELLA REDAZIONE

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