XXIV Domenica T.O. Riscoprire la figura del Padre

 

All’inizio del nuovo anno accademico, i ragazzi della parrocchia universitaria sono rimasti attratti dalle azioni e dai gesti del Padre misericordioso. Conosciamo davvero il volto di Dio? La missione di Gesù è svelare quel Padre che nessuno conosce. E per fare questo utilizza l’episodio di un uomo che aveva due figli che non riescono a stabilire una vera relazione con lui. Il minore se ne va in cerca di felicità, lontano da casa che considera una prigione: «Padre dammi la parte di patrimonio che mi spetta», ossia in casa si sente come soffocato e quindi vuole ritagliarsi un proprio spazio, illudendosi di saper gestire la propria vita. La sua fuga rende manifesta una situazione di disagio; anche noi spesso consideriamo Dio una presenza ingombrante, talvolta addirittura un ostacolo. Pensiamo che ci ponga dei freni, non permettendoci così di fare quello che ci seduce. Dopo aver dissipato tutto, si trova nel bisogno: “avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma e nessuno gli dava nulla”. Nessuno lo cerca più, è una persona senza relazioni e allora comincia a stare male e a ripensare alla sua scelta fallimentare. E’ deluso dalla decisione di aver abbandonato la casa e così inizia a rientrare in se stesso. Anche noi quando cadiamo nel peccato abbiamo bisogno di tempo, prima di renderci conto che sia un male. Non torna per amore o pentimento, ma per fame, per cui propone al padre un baratto, ovvero di essere trattato come uno degli altri salariati. Il padre invece al vederlo, gli corre incontro, si commuove e lo bacia ripetutamente senza chiedergli le motivazioni dell’allontanamento. Ma non basta: non vuole che rientri come un servo, per cui ecco la tunica, l’anello e i sandali, simboli della dignità riacquistata, e… questo il Signore lo fa con tutti i peccatori. Eppure spesso non siamo felici come è accaduto al figlio maggiore. E’ nei campi, torna a casa e, sentendo le musiche e un gran frastuono, si informa da uno dei suoi servi e poi si indigna. Prova un grande rancore verso il padre, ma Egli con tenerezza gli risponde: «Figlio, tu sei sempre con me e tutte le cose mie sono tue, ovvero la mia misericordia è tua». E la nostra relazione con Dio a che punto si trova? E’ da schiavi o da figli?

GIUSEPPE MAGNANELLI

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