Tre parole: grazie, avanti, coraggio

 

Sabato 14 settembre 2019 Papa Francesco ha ricevuto in udienza generale in Piazza San Pietro il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, unitamente ai cappellani e volontari operanti all’interno degli Istituti. Tra i circa 10.000 presenti anche una piccola delegazione dalla Casa di Reclusione di Fossombrone, composta tra l’altro dai volontari Giorgio Magnanelli, Suor Catherine Southwood e Federico Falcioni. Purtroppo, all’ultimo momento ha dovuto dare forfait, per una improvvisa indisposizione, il Cappellano Don Guido Spadoni.  Ogni incontro con Papa Francesco è un tuffo nelle emozioni più profonde, e non ha fatto certo eccezione questa volta.

Francesco, come sempre, ha dimostrato una straordinaria capacità di entrare subito in sintonia con chi lo ascolta con grande semplicità e, al tempo stesso, con grande  profondità. Il Papa, rispondendo al saluto del Dott Basentini capo del DAP, ha rivolto ai presenti  tre semplici parole: grazie, avanti e coraggio. Grazie alla polizia penitenziaria e al personale amministrativo del Dipartimento; avanti ai cappellani e ai volontari e coraggio ai detenuti. Nel grazie al personale della Polizia penitenziaria era contenuta l’esortazione a non demotivarsi di fronte alle tensioni e a non dimenticare “per favore” (è sempre straordinario questo intercalare del Papa…)  il  bene che essi possono fare ogni giorno: “ Il vostro comportamento, i vostri atteggiamenti, i vostri sguardi sono preziosi”. Francesco ha esortato il personale a  non essere solo “vigilanti”, ma soprattutto “custodi” delle persone loro affidate: un’umanità ferita, spesso devastata, ma sempre e comunque portatrice di “insopprimibile dignità”, invitandoli a contribuire a far sì che le carceri non diventino “polveriere di rabbia

Ai cappellani e ai volontari ha detto: Avanti. Essi sono i “portatori del Vangelo” dentro le mura del carcere. “Avanti quando vi addentrate nelle situazioni più difficili con la sola forza del sorriso e di un cuore che ascolta, quando vi caricate dei pesi altrui e li portate nella preghiera. Avanti quando, nelle povertà che incontrate, vedete le vostre stesse povertà”. Riconoscendosi bisognosi di perdono le nostre miserie diventeranno “ricettacolo della misericordia di Dio”. Solo da perdonati si diventa testimoni credibili del perdono di Dio. L’esortazione finale del Papa ai cappellani e volontari ha dell’inverosimile “Avanti con generosità e gioia: con il vostro ministero consolate il cuore di Dio!” Non mi pare poco!

L’ultima parola, Coraggio, l’ha indirizzata ai detenuti. “Non lasciatevi imprigionare nella cella buia di un cuore senza speranza, non cedete alla rassegnazione. Dio è più grande di ogni problema e vi ama”. Nell’orizzonte del futuro c’è sempre la speranza. Sempre. Papa Francesco ha concluso il suo intervento con un ulteriore accorato appello al superamento della pena dell’ergastolo, che riportiamo integralmente, perché è troppo bello. Grazie a te Francesco.

GIORGIO MAGNANELLI

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