Le nostre domande sull’anagrafe dell’edilizia scolastica

Per gli studenti del “Nolfi” e del “Nolfi ex Carducci” di Fano l’avvio dell’anno scolastico sarà lunedì 30 settembre. Pare scongiurata per gli studenti di tutti e i plessi interessati, l’eventualità dei doppi turni, grazie ad un lavoro di squadra tra amministrazioni, Ufficio scolastico provinciale e dirigenti scolastici dei vari istituti di Fano e Urbino che stanno individuando spazi in cui ospitare gli allievi rimasti senza sede. Fanno parte del tavolo permanente il presidente Giuseppe Paolini, i sindaci di Fano Massimo Seri e di Urbino Maurizio Gambini, la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Marcella Tinazzi, i dirigenti scolastici del “Nolfi-Apolloni” Samuele Giombi e dell’IIS “Raffaello” Daniele Piccari, i dirigenti scolastici del liceo “Torelli” di Fano Renata Falcomer, dell’IIS “Polo 3” du Fano Eleonora Augello, del liceo “Laurana Baldi” di Urbino Claudia Guidi, del liceo artistico “Scuola del libro” di Urbino Bianca Maria Marrè, dell’Itis “Mattei” di Urbino Silvia Gelardi, oltre al direttore generale della Provincia Marco Domenicucci, al segretario generale Michele Cancellieri e al dirigente del Servizio Edilizia scolastica Maurizio Bartoli. L’Amministrazione provinciale ha inviato al Miur 5 progetti per partecipare al bando ‘Sisma 120 Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria’, che finanzia (con un massimo di 5 milioni di euro per ogni edificio scolastico) interventi non solo per la messa in sicurezza e adeguamento statico, ma anche per la costruzione di nuovi edifici pubblici da adibire ad uso scolastico. “Abbiamo deciso – ha aggiunto Paolini – di aggiungere un cofinanziamento della Provincia di 2 milioni di euro per il ‘Nolfi – ex Carducci’ ed altri 2 milioni di euro per il ‘Raffaello’. Con un cofinanziamento così alto e buoni progetti presentati contiamo di veder accolte le nostre richieste, così da poter procedere alla demolizione e ricostruzione dei due edifici scolastici.

Resta a nostro avviso un’altra domanda urgente. In che situazione si trovano gli altri edifici non ancora sottoposti a verifiche del nostro territorio? Qual è la situazione delle centinaia di scuole dell’infanzia, elementari e medie di proprietà statale o comunale?

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