Il vero discepolo di Gesù

GIUSEPPE BALLARINI- PESARO “SETTEMBRE”1995-OLIO SU TELA 60X80

XXIII Domenica Tempo Ordinario anno C (LUCA 14, 25-33)

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:

«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.

Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.

Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.

Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».


Commento alle Letture della domenica

  • Introduzione

“Una folla numerosa” segue Gesù. Ci sono curiosi, ammiratori, amici, avversari… Gesù non vuole dietro di sé gente raccogliticcia, che passa il tempo. Vuole persone che si decidano con coraggio per lui: credano in lui, si fidino di lui, vogliano comportarsi come lui agisce. Gesù precisa le condizioni per stare con lui, dalla sua parte.

  • Le condizioni per essere vero discepolo

La parola di Dio con chiarezza fissa le condizioni per stare con Gesù, come suoi discepoli. Non sono regole pensate a tavolino, ma sono il suo modo di vivere, che egli chiede che sia condiviso. Come se dicesse: “Chi vuol stare con me, viva come vivo io”.

  1. Anzitutto la scelta di Gesù

“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie… e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo”. Sono parole forti, esigenti. Gesù parla sul serio: Lui è l’unica porta in cui dobbiamo passare per essere salvati. Perciò chiede che nulla e nessuno gli venga anteposto: Lui sia al primo posto, prima di tutto e di tutti; anche degli affetti, degli interessi e della stessa vita. Al primo posto!

Che posto ha Gesù nella mia vita, nella vita della nostra famiglia? Gesù non dice di non amare i famigliari, ma dichiara che anzitutto dobbiamo amare e seguire Lui, anche se questo comporta strappi di affetti, scelte di povertà, accoglienza della fatica e della sofferenza. Come Lui vive fedele al Padre, a tutti i costi, anche a costo di morire sulla croce. Così vuole i suoi discepoli. Lui sta davanti a noi come riferimento, come Maestro, come Guida, come Modello. Tutto trova spiegazione e luce in lui, anche il distacco, il dolore…

  1. Poi la volontà di Dio

“Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?”. Così afferma la Sapienza. Perché è importante conoscere il volere, cioè il progetto che Dio ha su di noi? Gesù ha cercato sempre la volontà del Padre ed ha fatto di tutto per compierla. Anche noi dobbiamo cercare la volontà di Dio su di noi e la nostra famiglia e seguirla con fiducia. Siamo umanamente fragili, con idee egoistiche e illusorie: Per un progetto davvero valido per noi, dobbiamo rifarci a Dio, come Gesù. Occorre perciò invocare la Sapienza, cioè lo Spirito Santo per capire la volontà di Dio. I preti, gli sposi, i ragazzi e i giovani, che bramano una vita bella e di successo, devono appellarsi al progetto di Dio su di loro. Attenti a non lasciarsi illudere dal guadagno, dal posto importante, dalla furbizia… Solo nella volontà di Dio troviamo piena pace!

  1. Quindi la misericordia

S.Paolo chiede ad un suo amico, Filemone, di riprendere lo schiavo che era fuggito. Ora era diventato cristiano. E Paolo dice: “Accoglilo come me stesso”! S. Paolo, S. Teresa di Calcutta hanno incarnato la misericordia che Dio ci ha rivelato e donato in Gesù: nella sua vita terrena e oggi per mezzo della Chiesa. Accogliere l’altro, chiunque esso sia, senza giudicarlo, senza scrollare le spalle, e volergli bene. Papa Francesco ha inventato il verbo: “Misericordiare”, cioè vivere la misericordia per mezzo delle 14 opere di misericordia materiale e spirituale, per incarnare oggi quella parola propria di Gesù.

  • Conclusione

Noi vogliamo seguire Gesù, stare con Lui, far parte della sua Famiglia? Se sì, dice il Vangelo, dobbiamo sederci, riflettere e pregare, e sicuramente migliorare qualche scelta, perché Gesù sia sempre al primo posto e cerchiamo la volontà di Dio vivendo la misericordia.

LETTURE: Sap 9, 13-18; Sal 89; Fm 9b-10. 12-17; LC 14, 25-33

DON PIERO PELLEGRINI

 

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