Teresa Iacucci e la meraviglia del sentimento amoroso

Non succede quasi mai, ma per Teresa Iacucci è successo! A due anni dalla sua silenziosa scomparsa a 92 anni, una splendida e curatissima pubblicazione, intitolata “La meraviglia del sentimento amoroso” e una mostra alla Sala Laurana nel palazzo della Prefettura di Pesaro e Urbino (lo scorso fine giugno) volute da Sandra Cimolino e Walter Raffaelli con la generosa collaborazione di Oriella Foglietta e Costanza Lucchino. Queste persone, di rara generosità, hanno così omaggiato Teresa Iacucci, pittrice, scultrice, grafica, poetessa di grande sensibilità, capacità estetica e artistica visionarietà che morendo ha lasciato una casa piena di quadri, sculture, di stampe e di poesie scritte in mille fogli, a prova di costante lavoro di creatività di una personalità complessa e straordinaria vissuta fra stupori e dolori, fra tenerezze e abbandoni, tra generose accoglienze e azzurre perseveranze.

Forse i pesaresi se la ricordano ancora, vuoi per le sue partecipazioni alla “Biennale dei 7”, vuoi per quei librini di originalissime poesie che circolavano discreti fra i suoi conoscenti, vuoi per quei suoi strani quadri dove un sole rosso e dilatato lambiva figure di sogno vestite di fiori e paesi e marine deserte, vuoi per quelle sculturine bizzarre che assemblavano facce e mani e cappelli scolpiti da lei a sassi, conchiglie, coralli e piccole lamine d’oro. Era il suo modo di legarsi sentimentalmente alla Natura che amava come Madre, come Origine, come Divinità: Teresa si sentiva sorella ad ogni filo d’erba, alle onde del mare, agli uccellini, alle nuvole, ai gatti e ai sassi di ogni fiume. Un’armonica circolarità panteistica, una naturale e fortissima parentela che la faceva gioire per ogni accoglienza e disperare per ogni rifiuto anche se casuale e non colpevole.

Fu sempre sola: pur assetata di compagnia fu esigente e mai disposta a cedere su quella sua vocazione naturalistica che voleva la Divinità diffusa in ogni creatura: fu dolcissima ma non arrendevole, sensibilissima ma mai banale, instancabile ma non invadente.

Ed ora eccole esposte, commentate e in cerca di amatori, tutte le opere di Teresa alla Laurana!

Gli organizzatori della mostra vogliono così assolvere al desiderio, più volte espresso della pittrice, che il ricavato, probabile, di tutti i suoi lavori fosse devoluto in beneficenza.

Teresa accoglieva nel suo piccolo giardino, e nel suo cuore, tutti gli animali, tutte le piante, tutti i sassi che raccoglieva. Sarebbe bellissimo che anche noi, con lo stesso sentimento, si accogliesse le sue opere, fino ad assorbirle alla nostra quotidianità per ingentilirla con il palpito della immaginazione di lei, che sapeva unire visionarietà e sogno come se fossero parole e sorrisi.

Con amore.

IVANA BALDASSARRI

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