La teoria degli universi paralleli

Chi scrive, da adolescente, era un lettore accanito di fantascienza, anzi come diceva un mio spiritoso amico di fantascemenza. Scusate, non si può essere perfetti. Uno dei pezzi forti di questa “letteratura” era la teoria degli universi paralleli, mondi quasi uguali che differivano solo in alcuni particolari. I giorni scorsi, andando in spiaggia, sotto l’ombrellone che noleggio da più di trent’anni, mi sono accorto con preoccupazione che esattamente ai lati della mia postazione c’erano a destra 4 bambini ed altri 3 a sinistra. Tutti sotto l’età scolare. Addio pace, pensai ed armato di un ponderoso libro mi stesi sul lettino a leggere. Dopo qualche minuto mi appisolai beatamente. Mi svegliai dopo mezz’ora e mi resi conto con meraviglia che non ero stato colpito da nessuna secchiata d’acqua e non ero pieno di sabbia. I bambini giocavano tranquilli sulla battigia senza le urla e gli strepiti normali a quell’età. Cominciai a riflettere sugli universi paralleli: sta a vedere che sono caduto in un mondo in cui i genitori riescono ad educare la prole senza strilli e minacce? Giorni dopo un nipote adolescente mi chiese di poter invitare gli amici a casa mia per organizzare una grigliata. Difficile negare il permesso e mi preparai a sopportare piante divelte, vasi rovesciati e rami spezzati. Arrivarono una decina di ragazzini che salutavano educatamente. Mi accinsi a preparare il barbecue ma mi resi subito conto che la mia presenza era inutile, si organizzavano bene da soli e si accinsero a divorare civilmente braciole e salsicce. Li lasciai, ma ancora preoccupato per il giardino. Alle 23 sistemarono tutto seguendo le regole della raccolta differenziata e prima di andarsene ringraziarono dell’ospitalità e salutarono. La mia certezza sugli universi paralleli di rafforzò: adolescenti educati e rispettosi, non possono esistere in questo universo. Cose dell’altro mondo.

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