In scena a Candelara dal 6 luglio “Amoeni Loci” in musica e armonia

Musicae Amoeni Loci è una di quelle eccellenti espressioni di un territorio che sa fare e fa. Di uno spirito di iniziativa senza compromessi. Lontano anni luce dalla “Fuffa” (materia specialistica di furbi e di inetti), il Coro Jubilate è nato e si è contraddistinto in parrocchia, con il “La” di alcuni amici candelaresi: una famiglia di famiglie con una grande voglia di cantare, di organizzare e di misurarsi con qualcosa di più grande.

 

Storia. Il nucleo storico, capitanato dal presidente Stefano Giorgi, ha poi trovato la quadra, unendo l’impeto genuino, alla competenza tecnica e alla visione musicale del direttore Artistico Willem Peerik. Il Maestro olandese che ha dedicato la vita e la carriera allo studio e all’esecuzione dei repertori antichi, ha fatto leva su un aspetto tanto fondamentale quanto bistrattato della musica: l’artigianalità, cesellando e levigando un gruppo affiatato, versatile, divertente ed inclusivo per statuto. Così il Coro Jubilate è nato, cresciuto su prassi medievali, rinascimentali e barocche ed ha iniziato a mettere in armonia i luoghi, le persone, la musica, l’arte, lo spettacolo, il gusto di incontrarsi e di valorizzare tutto ciò che di imparagonabile abbiamo dalle nostre parti. Gli anni passano, ma tutto sembra meglio che all’inizio! Ecco una panoramica al volo sulla 16a edizione che sarà presentata ufficialmente in una conferenza stampa nella Sala Rossa del Municipio di Pesaro giovedì 4 luglio alle ore 11.00.

 

Cartellone. Il primo appuntamento “pitagorico” in cartellone alla Pieve di S. Stefano a Candelara, è la contemplazione del rapporto geometrico-fisico-metafisico-matematico-armonico che abbiamo poi preso l’abitudine di chiamare musica. Siccome non tutti sanno che al festival di solito si mangiano e bevono tipicità del territorio, eccoci dunque passare ad una leggenda che vede Leonardo Da Vinci a Novilara come il Re del Barbecue alla corte dei Della Rovere, per ritrovarlo poi in qualcosa di più enigmatico e misterioso come il sorriso della Gioconda. Sarà la volta poi di una revisione di San Francesco 2.0 alla gradarese, attraverso cinque quadri musicali itineranti che narreranno di sovrani, crociati, di papi guerrafondai e di viandanti, accompagnati da uno stravagante frate “en travesti” e da Musicisti e Cantori della rinomatissima scuola di Basilea. Una capatina alla Biblioteca Oliveriana sarà l’inedita occasione per parlare del musicista pesarese Vincenzo Pellegrini (1562 – 1630) perché il MAL ha anche questa peculiarità di “talent scout pre-rossiniano”. Doppio appuntamento con Tartini (a S. M. dell’Arzilla e a Villa Cattani Stuart) in preparazione all’evento del prossimo anno che vedrà le celebrazioni del Violinista in una triangolazione armoniosa tra Pesaro, Padova e Pirano. A Mombaroccio, concerto per “canne e cornetti” (l’afa estiva può tradire: le canne sono quelle dell’organo e i cornetti non sono al fiordilatte). Il 25 agosto, a Sant’Angelo in Lizzola di Vallefoglia, il Festival “finirà” con l’Infinito, a 200 anni dalla stesura del capolavoro leopardiano. In programma letture poetiche, musica di Beethoven e del primo Romanticismo che perfettamente incoroneranno il genio recanatese.

 

Sogno. La direzione del Festival ringrazia tutti gli sponsor, i sostenitori, la logistica, le aziende agro-alimentari e – non ultimo – il pubblico che ha sempre reso possibile il sogno di un gruppo di ragazzi intraprendenti e originali che non ha perso la giovinezza, la fede e l’amore per la vita.

SIMONE SCIOCCHETTI

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