Taglio del nastro per la parrocchia

Dopo la giornata storica del 28 aprile 2019, in cui la chiesa del Corpus Domini in Padiglione è stata dedicata al Signore, oggi 22 giugno 2019, vigilia – per felice coincidenza – della solennità del Corpus Domini, possiamo gioire nel presentare questo complesso parrocchiale nella sua interezza”.

Così una rappresentante del Consiglio Pastorale delle parrocchie di Padiglione e Belvedere, di cui fanno parte anche membri delle comunità di Rio Salso e Case Bernardi, ha salutato l’arcivescovo Piero Coccia, il vicesindaco di Tavullia Laura Macchini, le autorità militari e tutti i presenti convenuti per fare festa insieme.

 

Lavori. “L’amministratore comunale è abituato alle inaugurazioni, ha detto il vicesindaco, ma questa è diversa almeno per me. Oggi si inaugura non una struttura tra le tante, ma la casa di tutti noi, un luogo sacro dove poter pregare, sperare, gioire, piangere. Sarà la casa degli anziani, dei giovani, dei bambini: un luogo dove crescere come Unità pastorale”.

L’arcivescovo ha ringraziato ancora una volta tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione dell’opera: la CEI con l’otto per mille, l’Ufficio amministrativo e l’Economato della Curia, lo studio dei fratelli Giacomini, la ditta di Valter Martinelli, i parroci che negli anni si sono passati il testimone, da don Valentino a don Michele Simoncelli e a don Giuseppe Leone.

Anche il Comune ha svolto un ruolo importante, come ha sottolineato il vicesindaco, perché “il compito della parrocchia all’interno di una comunità è fondamentale anche a livello sociale. La Chiesa è un luogo di preghiera, ma anche di incontro, di crescita, di fratellanza. Deve esistere un rapporto forte tra le istituzioni e la comunità, per dare un futuro ai nostri giovani e aiutare chi è in difficoltà”.

 

Significati. Dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli, intonato dalla banda di Montelabbate e dopo il taglio del nastro, tutti i presenti si sono trasferiti all’interno della Chiesa, dove mons. Coccia ha celebrato la Santa Messa, a cui ha partecipato anche una delegazione della Chiesa luterana di Danimarca.

Citando il noto aforisma del teologo gesuita Henry de Lubac “L’Eucaristia fa la Chiesa e la Chiesa fa l’Eucaristia”, l’arcivescovo ha spiegato che “l’Eucaristia rivela, edifica e plasma la Chiesa, mentre la Chiesa celebra, attualizza e vive l’Eucaristia. Non può quindi esistere l’una senza l’altra.

Questo ci richiama a una triplice responsabilità: esprimere in modo visibile la presenza del Signore nel proprio territorio, perché l’Eucaristia immerge profondamente nel mondo e nella storia; trasformare quanto è possibile, perché l’Eucaristia ricompone e salva la realtà; intessere relazioni positive, perché nell’Eucaristia Cristo si offre a tutti, rivelando che la legge universale della storia è la carità”.

PAOLA CAMPANINI

Sulla nuova chiesa di Padiglione vedi anche la reliquia di Santa Faustina Kowalska 

 

 

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