“Colori diversi per un’unica tenda”

Domenica 16 giugno si è svolta a Fano la Festa dei Popoli dal titolo “Colori diversi per un’unica tenda”. La giornata si è articolata in molti momenti come il torneo di calcetto, la presentazione dei vincitori del concorso promosso dalla PASCI ‘Stranieri per una casa comune’ e la biblioteca vivente angolo di racconti di storie di vita e di viaggi. Quello più caratteristico è stato la ‘Sfilata dal mondo…a Fano’. Tantissime etnie si sono presentate all’anfiteatro Rastatt con i propri costumi tradizionali accompagnate da intermezzi musicali di Anissa Gouizi e Jabel Kanuteh.

Altro momento centrale dell’evento sono state le testimonianze alle quali hanno partecipato il vescovo Armando, il sindaco Massimo Seri, don Alessandro Messina direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale dei migranti, Luciano Benini per i corridoi umanitari, Andrea Bomprezzi già sindaco di Arcevia ed Elton Kazanxhi, psicologo.

“Crediamo nell’integrazione – ha messo in evidenza  don Messina – e su questa linea stiamo lavorando per costruire un’unica grande umanità, un’umanità che è valida sia per credenti che per non credenti”.

A seguire il sindaco Massimo Seri ha sottolineato come il suo primo pensiero sia stato “questa è la Fano che mi piace, quella Fano che sa accogliere senza avere paura dell’altro, ma comunicando e scoprendo che siamo tutti uguali, con le stesse paure e le stesse aspirazioni.”.

Luciano Benini ha presentato l’esperienza fanese di Casa Nazareth con l’accoglienza di famiglie provenienti dai corridoi umanitari. Successivamente è intervenuto Andrea Bomprezzi, già sindaco di Arcevia, che ha fatto della propria città un esempio nazionale di buone prassi di accoglienza. Arcevia aveva uno dei dodici CARA (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) presenti in Italia. “Abbiamo messo da parte la paura – ha evidenziato Bomprezzi – facendo conoscere la comunità dei richiedenti asilo alla popolazione e promuovendo attività comuni, di socializzazione e di inclusione”.

Infine, Elton Kazanxhi ha raccontato la sua storia di migrante arrivato in Italia nel 1992. L’accoglienza che ha ricevuto dal popolo pugliese. Oggi il suo lavoro è psicologo, e si occupa di traumi causati dalle guerre e dalle migrazioni.  “Questa festa  – ha affermato il Vescovo Armando al termine dell’incontro – “ci permette di far emergere tante etnie che forse non pensavamo ci fossero. Non ci rendiamo conto di chi sta in mezzo a noi perché i migranti non sono solo quelli che chiedono, ma anche quelli che offrono uno stile di vita diverso, più sobrio e sano”.  Terminate le testimonianze si è passati alla parte culinaria della giornata: diverse etnie hanno preparato cibi, dolci e bevande tipiche. La serata si è poi conclusa con lo spettacolo musicale a cura di Iljazi Family Group.

La manifestazione è stata promossa dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola in collaborazione con la Caritas diocesana, il patrocinio del Comune di Fano e il contributo di numerose associazioni e comunità straniere del territorio.

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