Ragazzi, sognate la vostra serie A

Posso affermare con certezza che il trasferimento di don Luigi Fechet dalla diocesi rumena di Jasi alla nostra arcidiocesi è stato per noi un dono provvidenziale. La sua disponibilità a lasciare importanti incarichi, come quelli di Vicario Generale e direttore del Seminario, per guidare l’Unità Pastorale di Montelabbate e Apsella, è stata, insieme alla generosità del suo Vescovo Petru, la risposta del Signore alle mie insistenti preghiere e al mio desiderio di andare incontro alle esigenze delle due comunità. In poco più di un anno e mezzo, don Luigi ha saputo conquistare anche tra i nuovi parrocchiani quella stima e quella benevolenza che aveva già saputo guadagnarsi in Romania, dove tuttora gli sono legati da un grandissimo affetto”.

 

Fede. Con queste parole di sincera gratitudine, l’Arcivescovo Piero Coccia ha salutato, sabato 4 maggio, il folto gruppo di bambini della prima Confessione, della prima Comunione e della Confermazione delle parrocchie dei Santi Quirico e Giulitta e di San Tommaso in Foglia, che il parroco aveva radunato a Villa Borromeo per trascorrere un’intera giornata in amicizia e in allegria, insieme ai catechisti e ai genitori. Anche a costoro naturalmente l’Arcivescovo ha espresso la sua riconoscenza, ricordando, ai primi, che senza la loro collaborazione, pazienza, energia e fede, il parroco, nonostante le sue qualità, potrebbe fare ben poco; ai secondi, che la famiglia è il primo ambito di introduzione alla vita cristiana ed è insostituibile. “Continuate a preoccuparvi della fede dei vostri figli, ha raccomandato, perché questi ragazzi, oggi così bravi e vispi, sono a rischio: il male, nelle sue molteplici forme, non risparmia neppure il nostro territorio; la compagnia del Signore Gesù è un presidio”. Ai comunicandi e ai confermandi poi monsignor Coccia ha spiegato il valore dei “passaggi” che essi stanno compiendo nella loro vita cristiana.

 

Esempio. Ricorrendo a episodi della sua infanzia e adolescenza e ad analogie con il mondo – molto familiare ai ragazzi – dello sport e della scuola, ha sottolineato quanto sia importante affrontare tali passaggi con emozione, entusiasmo, consapevolezza, preparazione e responsabilità. “Come un giocatore di calcio si sente soddisfatto e gratificato se dalla serie C riesce a salire alla serie A, fino a conquistare la Coppa dei Campioni, così il cristiano è felice se impara sempre di più a conoscere e amare il Signore, perché è Lui che guida la sua vita, come se fosse un sentiero di montagna, verso la cima del bene e della felicità”.

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