Papagni, mostra ‘Fragili’ a Palazzo Gradari

Sarà inaugurata martedì 14 maggio alle ore 18.00 a Palazzo Gradari (ingresso libero) la mostra “Fragili”, di Giuseppe Papagni. L’artista, scultore, pittore, studioso, conferenziere, restauratore, nato ad Ancona nel 1940, ha intrapreso gli studi per la ceramica, la scultura e la pittura negli istituti d’arte di Pesaro – dove ha ottenuto il premio “G. Ugolini” per la ceramica – e di Faenza, oltre che nell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Docente di materie artistiche in istituti scolastici di primo e secondo grado, le opere di Papagni sono ospitate in collezioni pubbliche e private e permanentemente, fra l’altro, al Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, al Museo del Mare di Pesaro, all’Università di Urbino. La mostra, a cura del CIF comunale di Pesaro, potrà forse far rimanere stupito il visitatore – sottolinea Graziella Gentilini, presidente del CIF – di fronte a “fili che volteggiano nell’aria, figure che oscillano in piedistalli rotondi, uova che sembrano schiudersi per lasciare trasparire i misteri della vita. Ebbene, Giuseppe Papagni è indubbiamente un attento ricercatore, un originale artista che sa e vuole continuamente mettere in discussione sé stesso”. Ma il figurativo è solo un aspetto dell’arte di Papagni che, grazie alla frequentazione con artisti giapponesi, è portato alla introspezione e a smarrirsi nell’immensità dell’universo. “C’è qualcosa di altamente evocativo – afferma Papagni – nella parola fragili che ho scelto per intitolare le mie ultime opere”. Il ‘Fragilismo’ è un movimento artistico che nasce a Vicenza nel 2010 con il sostegno dell’architetto greco Sotirios Papadoupolos che firma il manifesto assieme ad altri artisti. “Fragili” – si legge nelle note di Papagni – più che un nome è un sentore e un intimo richiamo esistenziale, fragili sono soprattutto i materiali da me scelti per poterli affidare ad un processo di trasformazione fisica simbolica che allude al processo alchemico, fragili le forme assottigliate, le superfici esili ed essenziali, i contorni sfumati, quasi inconsistenti e impalpabili, fragile è il gesto che si fa poesia. Le opere di Papagni hanno riscosso successo sia presso il pubblico che fra i critici.

Ciò che particolarmente conta nella ricerca espressiva di Papagni – ha scritto l’architetto Gianni Volpe – è questa poesia realizzata con la più adeguata delle tecniche, la leggerezza; quella che ci consente di partecipare alla visione del suo mondo con la tranquillità necessaria, senza nessuna fatic, in pace”. Ampia la selezione di opere presenti in mostra, dai vasi in maiolica a “Sognando Bertilla” dedicata all’amata consorte recentemente scomparsa. La mostra sarà aperta dal 14 al 22 maggio dalle 16 alle 19.30 (ingresso libero).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *