I ragazzi in hotel non li vogliamo

Una città a vocazione turistica. Nel tempo Pesaro ha costruito un’importante filiera nel campo della ricezione consolidando la propria immagine in Italia e all’estero. Hotel, ristoranti, stabilimenti balneari e poi le tante campagne d’attrazione all’insegna della cultura, dello sport e del divertimento. Nonostante ciò capita anche che scuole e comitive di giovani sportivi che si siano visti rifiutare l’accoglienza in alcuni (pochi) alberghi a tre stelle della città. Il motivo? «I ragazzi in gruppo sono troppo esuberanti e potrebbero danneggiare l’hotel. Quindi, ci dispiace ma qui non li vogliamo!». Ma si tratta di un atteggiamento legale? Verificata debitamente la veridicità della notizia abbiamo pensato di girare il quesito all’avvocato Floro Bisello, delegato di Adusbef Pesaro e Urbino dal 2001, ma anche responsabile regionale e segretario nazionale di dell’associazione di difesa dei consumatori che oggi conta ben 92mila iscritti in tutta Italia. Oltre alla sua voce abbiamo raccolto anche quella di Fabrizio Olivia, presidente dell’associazione degli albergatori di Pesaro.

 

Una discriminazione

che danneggi tutti

 

 

Avvocato che effetto le fa sapere che qualche albergo di Pesaro rifiuta l’accoglienza ai ragazzi?

Rimango esterrefatto e sbigottito. Si tratta di un comportamento discriminatorio verso una categoria debole, quella dei minorenni.

Cosa dice la normativa a riguardo?

Siamo nell’ambito dei cosiddetti “contratti imposti” che riguardano: alberghi, bar, ristoranti, tabacchi e taxi. Il riferimento è il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza datato 1940 e aggiornato nel corso degli anni. Addirittura per ribadire la “Parità di Trattamento” ed il “Divieto di Pratiche Discriminatorie” come principi generali e sostanziali, sono stati emanati il D. Lgs 215 del 2003 (att. dir. 2000/43/CE) e D. Lgs. 216 del 2003 (att. dir. 2000/78/CE).

Tradotto?

Questi esercenti non possono rifiutarsi di porre in essere il contratto salvo spiegazioni plausibili. La legge li obbliga a concludere il contratto non appena qualcuno formula la relativa richiesta. In altre parole siamo di fronte ad una vera discriminazione.

Però nel testo si parla di “plausibili spiegazioni”…

Che non riguarda certo l’eventualità che i ragazzi possano arrecare danni. Il rifiuto è legittimo solo in mancanza, da parte del cliente, di documenti idonei all’identificazione. Se l’albergatore vuole tutelarsi contro questo rischio può chiedere una caparra o il numero della carta di credito.

Cosa può fare chi si vede rifiutare la prenotazione per tale motivo?

Può addirittura indirizzare un esposto alla Procura della Repubblica intestandolo per conoscenza al Comune, all’Ufficio del turismo… In casi estremi potrebbe ottenere anche un ricorso dal giudice che emette un’ordinanza che obbliga l’albergo a far sì che la scolaresca venga accolta.

La maggior parte dei clienti però spesso scorre l’elenco alla ricerca di un altro hotel.

È sbagliato lasciar perdere. Perché è un diritto del consumatore ed un obbligo da parte dell’albergatore. Mai subire un sopruso e questo lo dico sempre ai tanti ragazzi che incontro nelle scuole. Si tratta di far crescere la cultura dell’accoglienza senza discriminazioni che rischia oltretutto di danneggiare altri esercenti della filiera e l’immagine della città. Di fronte a questa discriminazione i ragazzi potrebbero preferire ad esempio rivolgersi alla vicina Romagna. Insomma alla fine ci perdono tutti.

 

Siamo privati e

non abbiamo vincoli

 

 

Dott. Oliva, abbiamo verificato come alcuni (pochi) alberghi della città non accettano prenotazioni di scuole o gruppi di ragazzi perché temono di subire danni alla struttura.

A Pesaro abbiamo strutture che prendono gite scolastiche a soli 15 Euro con pensione completa. Ma quando uno fa turismo deve scegliere il suo settore.

In che senso?

Se ospito del commerciale non riesco a farlo convivere con una scolaresca perché i ragazzi hanno un atteggiamento vivace come è giusto che sia. Per loro è un momento che va oltre la vacanza perché magari non hanno la presenza dei genitori. Normalmente quando c’è un pubblico giovanile che potenzialmente per l’euforia potrebbe creare dei danni, ci si fa lasciare un fondo spese. Questo è accettato anche dalle scuole e per il turismo sportivo.

Avete riscontrati danni alle strutture?

Di recente già tre o quattro alberghi di Pesaro hanno subito gravi danni. In una struttura i ragazzi hanno addirittura divelto una porta tagliafuoco. Quindi questa osservazione di non ospitarli ci può stare.

Ma la legge dice che un hotel non può rifiutare i ragazzi.

Non ci sono vincoli. Gli alberghi sono una struttura privata e dunque possono decidere di rifiutare un cliente. Basti pensare alle discoteche che aprono l’ingresso a seconda di come si è vestiti. Per me non si tratta di discriminazione ma basterebbe usare un po’ di buon senso in più da parte di tutti.

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