Giornata Diocesana del Lavoro

Come è tradizione, anche quest’anno la Chiesa diocesana ha celebrato la Festa di S. Giuseppe Lavoratore con una Messa con il Vescovo Armando il 1 maggio nella chiesa di Villa Bassa al Prelato. La celebrazione, organizzata in collaborazione con le Acli, l’Ucid, L’Azione Cattolica, quest’anno ha visto la novità di essere realizzata nella chiesa del Prelato, di cui sono appena terminati i principali lavori di restauro. La struttura non è ancora stata completata per quanto riguarda l’arredo e le dotazioni tecnologiche, ma la scelta è caduta su questo luogo, anzichè una fabbrica o altro luogo di lavoro tradizionale, perchè essa è parte di un complesso da pochi anni ristrutturato e gestito dalla cooperativa Generazioni, una cooperativa che ha l’obiettivo di creare occupazione per i giovani della nostra diocesi.

Economia. Nel suo intervento il Vescovo è partito commentando un brano del Messaggio dei Vescovi della Cei per questo 1 maggio 2019 che dice “Viviamo in un sistema economico che ha dimostrato capacità eccezionali nel creare valore economico a livello globale, nel promuovere innovazione e progresso scientifico e nell’offrire ai consumatori una gamma sempre più vasta di beni di qualità. Il rovescio di questa medaglia sta nella difficoltà di promuovere un’equa distribuzione delle risorse, di favorire l’inclusione di chi viene “scartato”, di tutelare l’ambiente e difendere il lavoro”.

Inequità. Il Vescovo si è soffermato sull’inequa distribuzione delle risorse che vede a livello globale poche decine di persone possedere una ricchezza come la metà della popolazione mondiale, ma si è interrogato se questo può essere capitato anche nei nostri territori, dove poche decine di persone possiedono beni ben superiori a quanto possiede il resto degli abitanti delle nostre città. Pertanto il meccanismo di inequità va corretto a livello globale, ma va posta attenzione anche su quanto avviene nei nostri territori. Un altro elemento messo in evidenza dal Vescovo è stato quello dei tanti giovani che sono costretti ad andare via dall’Italia per trovare lavoro. E’ un problema che ci deve  mettere tutti in discussione e intervenire, ognuno per le sue competenze, per invertire questa fuga dei giovani all’estero. Infine, alla conclusione della Messa, due interventi hanno messo in evidenza, commentandoli, altri due significativi passaggi del Messaggio dei Vescovi italiani. Alberto Di Martino dell’Ucid ha citato il “passaggio” che riguarda la creazione del “capitale umano”, spiegando il perchè questi due termini non siano antitetici: “Appare evidente l’importanza di costruire politiche che favoriscano l’investimento in due direzioni principali. Da una parte la formazione, l’istruzione e le competenze che saranno sempre più importanti per favorire la riqualificazione del lavoro, dall’altra l’”umanità” diventerà una delle chiavi di successo principali dei mondi del lavoro futuri, perché l’arte della collaborazione (fatta di fiducia, cura interpersonale, reciprocità, prossimità), i servizi alla persona e le relazioni saranno sempre più qualificanti e decisive”.  Franco Tebaldi delle Acli ha invece ripreso il tema della speranza: “La sfida affascinante della vita del Paese (e quella su cui ci giochiamo il futuro del lavoro) può essere vinta solo superando la carestia di speranza, puntando su fiducia, accoglienza ed innovazione e non chiudendosi nella sterilità della paura e nel conflitto”. 

Festa. La festa è poi proseguita a Villa Alta Prelato, dove complice una bella giornata di sole tanti giovani e tante famiglie hanno condiviso il loro cibo o hanno approfittato di quanto messo loro disposizione dai giovani della cooperativa Generazioni.

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