“Corresponsabilità e sinodalità”

“Una Chiesa in uscita non potrà realizzarsi senza i laici! Perché è una Chiesa che ha bisogno della conoscenza e dell’esperienza del mondo di oggi, e del confronto con esso. Una Chiesa in uscita ha bisogno di corresponsabilità e di sinergie, di sinodalità”.

Bignardi. Questo è uno dei passaggi chiave che Paola Bignardi con forza ci ha condiviso durante l’incontro che giovedì 2 maggio presso il Centro Pastorale di Fano ha tenuto con le associazioni e movimenti aderenti alla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali (CDAL), riunita per l’occasione.

È stato il primo incontro dopo l’elezione del nuovo Consiglio direttivo e davvero non c’era modo migliore di iniziare questo nuovo triennio.

Laici. Paola Bignardi, che negli anni scorsi ha ricoperto il ruolo di Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana che di diritto è membro della consulta nazionale (CNAL), ci ha condiviso una profonda riflessione sul ruolo dei laici nell’ambito di una Chiesa che Papa Francesco sprona ad essere “in uscita”.

Partendo dalla constatazione che stiamo vivendo un periodo di profonda crisi culturale e spirituale “un tempo di inediti e profondi cambiamenti, nei quali occorre trovare nuove elaborazioni che sappiano assumere dentro le cangianti culture di oggi l’essenziale della fede”, la Bignardi ha constatato che è proprio la fede il valore a più forte rischio in “un mondo che sembra essere diventato impermeabile alla dimensione religiosa della vita”.

Una fede giudicata tale, però, dagli occhi di quelli che dicono “si è sempre fatto così”, incapaci di forse riconoscere che ha soltanto assunto altre forme per esprimersi, forme “indecifrabili alla cultura religiosa tradizionale”,

Ecco quindi la chiave di lettura del suo intervento: questo contesto di crisi potrà essere superato da una Chiesa “in uscita”, Chiesa che si ripensa, che rivede i propri rapporti interni, i propri ministeri, che si sburocratizza, che esce dai vecchi schemi spirituali, che si rifà missionaria.

Pur senza presumere che la presenza dei laici possa costituire da solo un elemento decisivo di cambiamento, questa Chiesa in trasformazione ha bisogno di essi, ha bisogno di un loro nuovo ruolo al suo interno.

Formazione. Servono laici ben formati, ci dice la Bignardi, laici con visione del futuro, che rischino, laici “col sapore di esperienza della vita”, in una parola laici che “osano sognare”.

Da questa chiamata all’impegno che la Bignardi ci ha buttato sul piatto, nessun uomo di buona volontà si deve sentire escluso; l’invito è aperto anche a coloro che fanno parte delle tante aggregazioni esistenti sul territorio.

La consulta, quindi, può e deve essere quello spazio in cui tutte queste diverse e ricche realtà in cui la Chiesa è articolata si ritrovano e collaborano per affrontare, armati di fantasia e creatività, “con impostazioni pastorali inedite”, i grossi temi del nostro tempo quali “la questione della fede (e soprattutto della fede dei giovani)” o “Il problema della umanizzazione della società”.

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