“Come se vedessero l’Invisibile”

Venerdì 10 maggio, presso il Santuario di Santa Maria della Misericordia di Cartoceto, il Vescovo Armando ha presieduto la Veglia Diocesana di preghiera per le vocazioni.

Cammino. La Veglia è stata introdotta dalla lettura del Messaggio per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni di quest’anno dal titolo “Come se vedessero l’Invisibile” e dalla successiva proclamazione del brano biblico della vocazione di Mosè (Es 3, 1-12). “Il cammino dell’uomo  – ha sottolineato il Vescovo – non è tanto un cammino attraverso le terre, il deserto, la terra di Canaan; è un cammino invece interiore, l’uomo sempre più entra in Dio, viene a conoscerlo, viene ad affondare in lui, a entrare nella sua intimità, a divenire un suo amico. La rivelazione di Dio importa precisamente l’approfondimento di un rapporto che inizialmente si stabilisce soltanto per una libera elezione da parte di colui che chiama”.

Giovani. Un pensiero, poi, ai giovani, filo conduttore del percorso. “Carissimi giovani, amati dal Signore, voi non avete prezzo! Non siete pezzi da vendere all’asta! Non lasciatevi comprare, non lasciatevi sedurre, non lasciatevi schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche che ci mettono strane idee in testa e alla  fine diventiamo schiavi, dipendenti, falliti nella vita. Voi non avete prezzo: dovete sempre ripetervelo: non sono all’asta, non ho prezzo. Sono libero, sono libero! Innamoratevi di questa libertà, che è quella che offre Gesù.

Chiamata. Il Signore vuol farci scoprire che ognuno di noi è chiamato – in modi diversi – a qualcosa di grande, e che la vita non deve restare impigliata nelle reti del non-senso e di ciò che anestetizza il cuore. La vocazione, insomma, è un invito a non fermarci sulla riva con le reti in mano, ma a seguire Gesù lungo la strada che ha pensato per noi, per la nostra felicità e per il bene di coloro che ci stanno accanto.

Nell’incontro con il Signore qualcuno può sentire il fascino di una chiamata alla vita consacrata o al sacerdozio ordinato. Non c’è gioia più grande di rischiare la vita per il Signore… Non siate sordi alla chiamata del Signore! Se egli vi chiama per questa via, non tirate i remi in barca e fidatevi di lui. Non fatevi contagiare dalla paura, che ci paralizza davanti alle alte vette che il Signore ci propone. Mettetevi in gioco con tutto voi stessi e correte il rischio di affrontare sfide inedite, a quell’audacia che ci sospinge con forza alla scoperta del progetto che Dio ha sulla nostra vita: alla scelta di sposarsi in Cristo e di formare una famiglia, così come alla vocazione legata al mondo del lavoro e delle professioni, all’impegno nel campo della carità e della solidarietà, alle responsabilità sociali e politiche… Si tratta di vocazioni che ci rendono portatori di una promessa di bene, di amore e di giustizia non solo per noi stessi, ma anche e soprattutto per i contesti sociali e religiosi in cui viviamo, che hanno bisogno di cristiani coraggiosi e autentici testimoni. ”.

“Roveto ardente”. Dopo la lectio del vescovo Armando e la corale preghiera per la 56esima Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, in cammino si è arrivati al Monastero delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento dove i partecipanti sono stati accolti da un “roveto ardente” e hanno partecipato all’adorazione eucaristica guidata dalle monache di clausura.

La Veglia diocesana si è conclusa con il saluto e la benedizione Eucaristica del vescovo Armando.

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