Due “Giuseppe” da ricordare

Ricorre il 19 marzo la solennità di S. Giuseppe. Tutti conoscono sostanzialmente la missione di Giuseppe nella santa famiglia di Nazaret. Uomo umile, docile, pieno di fede e di spirito di obbedienza, già promesso sposo di Maria, è chiamato da Dio a far da padre a Gesù, figlio di Dio, concepito verginalmente per opera dello Spirito Santo. Avuta dall’Angelo l’assicurazione che la maternità di Maria è di natura soprannaturale, Giuseppe vive totalmente inserito nel mistero dell’incarnazione del Verbo di Dio: ne è stupito testimone, premuroso custode e umile adoratore. In concreto gli dà il nome, lo inserisce in una famiglia, lo difende da Erode, gli provvede il sostentamento, gli insegna un lavoro… È a suo servizio, sempre e dovunque, secondo le indicazioni che gli vengono dall’Alto, pronto a scomparire appena compiuta la missione divina. Vero servo fedele, autentico uomo giusto, anche con il suo apporto Gesù, il Messia, realizza veramente la promessa di essere “figlio di Davide”.

 

Bocci. Il secondo Giuseppe, ricordato e onorato soprattutto a Pesaro, è un frate cappuccino, Padre Giuseppe Bocci da S. Elpidio, che per oltre quarant’anni ha operato in Diocesi, specialmente nel settore delle Vocazioni di speciale consacrazione: quelle sacerdotali, religiose e secolari. Come religioso francescano, egli scelse di chiamarsi Giuseppe, come lo sposo di Maria, di cui fu profondamente devoto, tenendolo presente in tutto il tempo della sua vita e della sua azione pastorale. Padre Giuseppe giunse nel convento dei Frati Cappuccini di Pesaro nel 1928 come insegnante dei chierici. Quasi subito iniziò ad interessarsi delle vocazioni, diffondendo foglietti religiosi e invitando a pregare e a contribuire alle spese per la formazione di quanti stavano preparandosi a divenire sacerdoti e religiosi nei seminari, sia cappuccini, che di tutta la Chiesa. Come S. Giuseppe, anche Giuseppe Bocci, appena comprese che il Signore lo chiamava a lavorare nell’ambito delle Vocazioni, si dedicò totalmente a questo settore e vi perseverò con competenza, costanza ed entusiasmo fino alla morte. Chi non ricorda a Pesaro nella parrocchia di S. Francesco gli incontri di preghiera, i foglietti “Pace e Bene” e “Direzione Spirituale”, il viaggio mensile alla Santa Casa di Loreto, le lunghe file di fratini cappuccini, la visita ai Seminari, le Volontarie Francescane delle Vocazioni, per mezzo secolo centro di cultura religiosa diocesana…? Intorno a queste iniziative, quanta fatica, ma anche quanta adesione da parte di semplici fedeli, di comunità religiose, di parrocchie e di Presuli, tutti ammirati dalla grande azione apostolica di Padre Giuseppe!

 

Ricorrenza. Il Signore lo ha chiamato a sé in odore di santità, la vigilia della festa di Cristo Re, il 23 novembre 1974. È l’Apostolo delle Vocazioni della nostra Arcidiocesi e, per questo, va ricordato come dovere di gratitudine ed anche perché il suo esempio stimoli persone generose e gruppi (anche parrocchiali) a dar vita a iniziative concrete, vòlte a promuovere le “vocazioni sacerdotali, religiose, missionarie e di consacrazione secolare”, come P. Bocci era solito esprimersi. Egli ripeteva spesso la massima del Papa Pio XI: “L’Opera delle Vocazioni è l’opera delle opere, è l’opera assolutamente divina”. Il mese di marzo ci ricorda tre ricorrenze della vita di P. Giuseppe Bocci: la nascita (il 15), il Battesimo (il 17), l’onomastico (il 19), festa di S. Giuseppe. Sabato prossimo 23 marzo, alle ore 18.00, come ogni mese, nella chiesa dei Frati Cappuccini di Pesaro, facciamo memoria del Servo di Dio con la recita di un Santo Rosario vocazionale e la celebrazione eucaristica a cui tutti sono invitati a partecipare.

 

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