Dov’è Dio? Domanda concreta

Venerdì 8 febbraio al centro congressi Flaminio è stato presentato, alla presenza di numerose autorità, il libro –intervista di A. Tornielli a J. Carron “Dov’è Dio? La fede cristiana al tempo della grande incertezza”. Promotori il Centro Culturale “Città Ideale” e l’Arcidiocesi di Pesaro. Sono intervenuti l’Arcivescovo Piero Coccia, il Presidente emerito della Camera dei Deputati, dott. Luciano Violante e il prof. Andrea Simoncini, docente di diritto costituzionale presso l’Università di Firenze. Ha moderato Raffaella Bernabucci, responsabile del Centro Culturale.

 

Interrogativo. La domanda “Dov’è Dio?” può essere ancora interessante per l’uomo di oggi, che sembra averla estromessa dalla sua vita come astratta e inutile? Può esserlo, ha detto Simoncini, se si identifica Dio non con l’Essere metafisico oggetto di una pura speculazione intellettuale, ma come “qualcosa” di cui si avverte l’esigenza dal didentro dell’esperienza: qualcosa che “tenga unita la vita”, che leghi insieme successi e sconfitte, che dia la forza per vivere la concretezza della quotidianità.

 

Dio. In questo senso, ha sottolineato l’Arcivescovo, il Dio di cui parla Carron non è un Dio vago, ma è il Dio dal volto umano, che si pone come risposta incontrabile e sperimentabile alle domande dell’uomo: Gesù, quel “ragazzo di trent’anni, che ha operato in un fazzoletto di terra e ha cambiato il mondo”, come ha detto Violante. La domanda allora diventa: può il cristianesimo essere interessante per l’uomo di oggi, per la società secolarizzata di oggi?

 

Cristianesimo. Certamente il nostro tempo sta assistendo al fallimento dei vetero-iluministi del ‘700, convinti che i valori fondamentali del vivere civile introdotti nella storia dal cristianesimo (dignità della persona, libertà, uguaglianza, solidarietà ecc.) fossero diventati ormai di un’evidenza innegabile, universalmente accettata e pertanto non avessero più bisogno del cristianesimo: sarebbe bastata la ragione per riconoscerli e fondare su di essi una fraternità globale. Convinzione illusoria: il neo-illuminismo attuale ha diffuso una mentalità relativistica e narcisistica, che ha portato, da un lato, al crollo delle evidenze (i valori che una volta erano condivisi da tutti ora hanno mille interpretazioni diverse); dall’altro all’indebolimento dei legami, alla perdita di fiducia nell’altro e nel futuro.

 

Secolarizzazione. La secolarizzazione dunque ha avuto gravi ripercussioni sulla stessa “laica” società civile, che rischia di ridursi a contratto utilitaristico o difensivo, mentre per crescere avrebbe bisogno di un ethos comune, di una ricostruzione dei “fondamentali”.Ecco: è proprio in questa ricostruzione e nella ritessitura di relazioni umane che il cristianesimo può offrire il suo preziosissimo contributo e diventare di nuovo interessante anche agli occhi dei più impensati. È da qui che bisogna ripartire.

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