Il 2019 secondo le cipolle di Urbania

Gennaio: mese variabile con accentuati picchi di freddo.
Febbraio: gelo, galaverna e nevischio, specie nella seconda parte del mese.
Marzo: continua il freddo. Le precipitazioni saranno maggiori rispetto a febbraio, con probabili nevicate tardive.
Aprile: abbastanza piovoso.
Maggio: primaverile, ma variabile nella prima parte del mese.
Giugno: il primo mese dell’estate si presenta con bel tempo per la maggior parte dei giorni.
Luglio: bel tempo, caldo con temperature nelle medie stagionali.
Agosto: tendente al bello, con qualche sporadico temporale.
Settembre: bel tempo.
Ottobre: ancora tempo buono. Saranno scarse le piogge tipiche dell’autunno.
Novembre: in questo mese l’inverno conosce un deciso anticipo, con freddo e precipitazioni a carattere nevoso.
Dicembre: freddo e neve.

Puntuale come ogni anno il 25 gennaio, giorno di San Paolo dei Segni, Emanuela Forlini ha reso pubblico il responso delle cipolle. Una pratica di previsione meteo, ricavata da spicchi di cipolla bianca, con sale, osservati per i 24 giorni conterecci, proiettabili per tutti i mesi del 2019. Questa pratica risale al Medioevo, gelosamente tramandata da generazione di contadini, quando non esistevano le previsioni meteo scientifiche e i contadini, per le loro culture e per la loro salute dovevano affidarsi ai saperi della terra: per l’aratura, per la semina, per la potatura, per la raccolta, per i pascoli. E per essere forniti di cibo nel duro isolamento appenninico per neve, o per proteggersi dalle malattie e vecchiaia precoce legate alla calura dei mesi estivi. Con lo spopolamento delle campagne, quelle pratiche come le ricette alimentari, sanitarie e altre pratiche del mondo contadino si sono trasferite in città. In Urbania, grazie ad Anselmo Forlini ed ora a sua figlia Emanuela, si è mantenuta la tradizione delle previsioni meteo con la pratica delle cipolle. Una pratica che era diffusa anche nell’area di Città di Castello, nel Reggiano, nella Savoia e in varie zone rurali della Francia. Una pratica dagli incerti confini tra buon senso, fede religiosa e scienza, che è bene non dimenticare. L’antropologia culturale dovrebbe dare rigore scientifico a questi recuperi e la Scuola dovrebbe rispondere in modo chiaro alla curiosità dei giovani che sentono il bisogno di conoscere le proprie radici culturali. Come dimostra la popolazione di questo antico Ducato, che ogni anno attende il responso delle cipolle di Urbania che legge con immutato interesse nei giornali locali: Corriere Adriatico, Il Nuovo Amico e Il Resto del Carlino che ha dedicato ben due pagine al responso delle cipolle che era tenuto in buon conto anche alla Corte del Duca.

Sergio Pretelli

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