Un uomo di speranza

Riccardo Borini era un uomo, nel senso nobile del termine, capace di emozionarsi, di credere, di lottare senza certezze, prendendosi la responsabilità di una scelta, consapevole di poter sbagliare. Questo abbiamo imparato di lui, lavorando insieme, progettando insieme. Riccardo era venuto in Consultorio per la prima volta due anni fa, invitato a un Convegno sull’accoglienza, sul lavoro di rete, ci aveva sorpreso con le sue parole vere, non retoriche, con discorsi non istituzionali, anche se aveva un ruolo istituzionale. Abbiamo poi collaborato in un bellissimo progetto itinerante nei comuni dell’Ambito che egli rappresentava, in cui ci aveva chiesto di aprirci all’intero territorio, fedele all’idea di un reale lavoro di rete. Si sentiva che lui credeva in quello che diceva, credeva nella gente, era un uomo intriso di speranza e forse è questo che ci ha impedito di vedere quanto la malattia fosse progredita e ci ha sorpreso la sua morte, perché non lo ha mai sopraffatto, evidentemente dominava il suo corpo ma non la sua mente o il suo spirito, la sua stessa essenza. Siamo ora senza parole di fronte al mistero della vita e della morte, che ci sorprendono sempre, in senso positivo e negativo. Siamo impotenti, siamo umani e possiamo solo accettare di imparare da chi ha saputo affrontare con coraggio e nobiltà questa umana condizione, come ha fatto Riccardo. Con affetto da parte di  tutta l’Equipe del Consultorio La Famiglia

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