Auschwitz non vi avrà

Auschwitz non vi avrà” è il libro scritto da Guido Hassan – nato a Tripoli nel 1937, oggi membro della Comunità ebraica milanese – e Giuseppe Altamore, saggista e direttore del mensile “BenEssere”, la salute con l’anima (Gruppo Editoriale San Paolo). Una storia vera e inedita di una famiglia di ebrei italiani che riuscì a salvarsi dalla furia della persecuzione nazifascista, esplosa dopo l’annuncio dell’armistizio nel settembre 1943. La Senatrice Liliana Segre, nell’introduzione, definisce la vita di Guido Hassan un “romanzo”. Un libro avvincente che appassiona fin dalla prima pagina, un viaggio tra storia e racconto. Pubblicato in occasione dell’80° anniversario delle “leggi razziali” (1938), in libreria da novembre per le Edizioni San Paolo 2018 (pp. 183, euro 18,00).

 

Eccidio. Ciò che rende il libro di Giuseppe Altamore e Guido Hassan particolarmente interessante e diverso da altre narrazioni sulla memoria è il racconto di una strage sconosciuta quale è stata questa sul Lago Maggiore, ma il testo non si ferma solo alla storia del passato arrivando così ad affrontare la nuova ondata di antisemitismo che attraversa sia l’Italia che l’Europa. E qui sta tutta l’amarezza di Guido Hassan che oggi non riesce a capacitarsi di questa, spesso sottaciuta, ondata di odio antiebraico che attraversa i Paesi occidentali. Nonostante l’impegno della Chiesa Cattolica attraverso il Concilio Vaticano II e la Dichiarazione Conciliare Nostra Aetate, eventi che permettono di muovere passi fondamentali verso la riconciliazione nei confronti del popolo di Israele, “l’insegnamento del disprezzo” rimane ancora radicato nelle coscienze.

 

Salvezza. Il libro inizia con il racconto di un amore, sbocciato nella primavera del 1935 a Tripoli, tanto forte quanto contrastato fra il trentancinquenne uomo d’affari Gino Hassan e Linda Nemni di appena quindici anni, che più tardi diventeranno genitori di Guido e di Fiorella Hassan. Gli autori ci portano dentro la storia spesso dimenticata degli ebrei di Libia. Gli Hassan, prima vivono come sfollati all’interno del proprio paese, poi nel 1942 tentano la fuga verso l’Italia e la Svizzera. Guido ha appena sei anni e vive mesi con la sua famiglia sempre in fuga attraverso le città del Nord Italia, per arrivare, nel settembre 1943, sul Lago Maggiore. Siamo nei giorni immediatamente successivi all’armistizio. Sulla sponda piemontese del lago Maggiore, i nazisti uccidono 57 ebrei tra cui donne e bambini. Fu questa la prima strage nazifascista in Italia. Guido, la sorella Fiorella e i genitori si salvano da quella strage nascondendosi per mesi in una cantina di Crema e grazie all’incontro con quella preziosa “luce nella notte” che per la famiglia Hassan è il gioielliere Ernesto May, riconosciuto poi Giusto tra le Nazioni. Da qui la difficile fuga verso la Svizzera e poi la salvezza. Il libro sarà presentato mercoledì 19 dicembre alle ore 17,30 nel Palazzo della Confindustria di Pesaro in via Cattaneo n. 4.

 

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