Siamo tutti gourmet o buone forchette

Spinti dalla televisione, dai media, dai giornali e dagli opinion leader siamo diventati tutti raffinati intenditori di cibo. Non si può aprire un canale televisivo senza che un signore in casacca bianca e cappello a tubo di stufa non ci mostri la sua abilità ai fornelli. Certo non possiamo lamentarci del “brodo grasso” tanto per rimanere in tema; meglio questo che le trasmissioni di gossip che narrano di improbabili amori fra persone famose per non saper far nulla o finte litigate fra giornalisti partigiani e uomini politici capaci solo di parlare. Mia moglie mi rimprovera che guardo troppe trasmissioni di cucina, ma io ribatto che non potendo mangiare preferisco almeno guardare gli altri. Non che rischi di dimagrire, mi sono perfino iscritto ad una benemerita associazione che una volta al mese visita i migliori ristoranti e se non basta ne indica altri di ottimo livello. Siamo diventati tutti esperti di alimenti a chilometri zero.

Otteniamo nella ricerca un buon appoggio dalla Coldiretti che ha aperto mercatini in tutta la città, dove i coltivatori vendono i loro prodotti. Nel frattempo continuiamo ad acculturarci con le trasmissioni televisive e scoprire che l’uovo sodo viene cotto a bassa temperatura, mi dicono 68 ° C. ma non posso giurarci perché non ho una pentola col termometro. Ho imparato la precisione millimetrica della pentola a pressione. Il risotto deve bollire per 7 minuti e 30 secondi. 30 sec. in più o in meno rovinano il piatto. Ho imparato che la carne viene salata dopo la cottura, altrimenti abbiamo una suola da scarpe; il vitellone è più saporito del vitello e la carne di maiale deve avere sughetti speciali, altrimenti resta stoppacciosa. Sono diventato un mago del barbecue, finché non mi distraggo e trasformo tutto in carbone. Mia moglie non si lamenta, anzi vuole lasciarmi il dominio della cucina. Se continuo a studiare forse vi invito a cena.

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