Giobbe e l’enigma della sofferenza

Giovedì 15 novembre il salone metaurense del Palazzo ducale riusciva a stento a contenere tutti gli ascoltatori per la presentazione della Mostra su Giobbe. Molti avevano già visto i pannelli ma poiché l’argomento fa riflettere tutti erano in attesa dell’approfondimento promesso dai numerosi relatori presenti. La professoressa Daniela Carreri ha ricordato che i pannelli provengono dal Meeting di Rimini e la Nuova scuola aveva prenotato fin dall’estate il passaggio a Pesaro. Come padrona di casa la prima ad intervenire è stata il prefetto Carla Cincarelli che, visto il ruolo che ricopre, in un’esposizione solo dichiaratamente laica ma nella quale si evince una chiara impronta cattolica, si è detta colpita dal numero dei presenti. Il Prefetto ha messo in evidenza la pazienza di Giobbe come strumento per superare la sofferenza. Ha ricordato il rispetto per gli altri e la non violenza come virtù civili. Poi un suono di violino, dalla magica mano di Gaia Paci, ha sollevato una musica piena di dolore, una melodia ebraica, che ricorda il versetto della Bibbia “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore”. Don Mario Florio ha presentato il Giobbe che è in ciascuno di noi. Pensiamo al dolore innocente (ad esempio quello dei bambini) e lo consideriamo non giustificato perché a volte crediamo in una giustizia retributiva che dà il male a chi produce il male ed il ben a chi fa il bene. Dare risposte a questo enigma è molto difficile e solo la sapienza di don Mario riesce a porgere spunti di riflessione.

 

Illuminante anche l’intervento sul tema del prof Salvatore Natoli docente di filosofia all’Università Bicocca di Milano. Era atteso anche il dott. Vittorio Robiati Bendaud, del tribunale rabbinico di Milano che ha un nutrito gruppo di fans cattolici a Pesaro ed è noto per le sue presenze all’iniziativa “Prendi e mangia”. Aveva preparato un intervento scritto che in sua assenza è stato letto dal dott. Mario Ascoli di Ancona. Intensa anche la relazione di don Daniele Federici che ha ricordato le letture della bibbia che fa con i suoi studenti e le intuizioni improvvise dei ragazzi, che a volte fanno osservazioni che attingono ad una sapienza teologica quasi innata.Molto attenti ed interessati gli studenti del Liceo classico Storoni e scientifico Piccinini de ‘La Nuova Scuola, presenti in massa (e siamo fuori dell’orario scolastico). L’iniziativa della mostra gode del patrocinio della rete di scuole della provincia e lo dimostra la presenza del dirigente provinciale prof. Marcella Tinazzi, del Comune di Pesaro presente l’assessore Ceccarelli, dell’arcidiocesi di Pesaro, della Confederazione islamica e della Comunità Ebraica di Ancona. La mostra è stata curata da don Ignacjo Carbaiosae Guadalupe Arbona. Sono 50 pannelli, tra immagini e scritti che fanno riflettere profondamente sul senso del dolore con il quale l’essere umano convive da sempre.

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