Questa maledetta musica americana

Negli anni ’50, accidenti quanto sono vecchio, fui mandato in una colonia estiva organizzata dal Cif. Bella vita. A merenda ci davano grosse fette di pane con una crema alle nocciole dal sapore di cioccolato, dopo cena ci facevano vedere, proiettato su un lenzuolo, “Francis il mulo parlante” A quell’età mi divertivo moltissimo. Il tutto era fornito dall’UNNRA organizzazione americana che aiutava i bambini dei paesi che avevano perso la guerra. Sono sempre stato grato agli americani ma dopo tanti anni la gratitudine si sta affievolendo. Hanno cominciato con Francis e poi ci hanno riempito, a pagamento, di film e televisione proveniente da Hollywood. Nei film di guerra quando vicino al finale arrivano i nostri il mio cervello va in schizofrenia: se i nostri sono i loro, allora chi sono i nostri? Per fortuna ultimamente i loro sono mussulmani ed i nostri hanno i capelli biondi. Ci si comincia a raccapezzare qualcosa. Nei film gli americani sono invincibili, peccato che, dalla fine della II Guerra mondiale in poi, le hanno sempre prese in ogni paese in cui sono andati a rompere le scatole.

Ma non basta, con la pseudonutella ci hanno costretto a mangiare amburger e altre schifezze Usa. La patria del Bel canto si è trasformata in un’accozzaglia di pseudo musichette da discoteca. Provate a sintonizzare la radio su Rai 2, non si sente una canzonetta che non sia anglofona. Il ritmo del Tum, Tum, Tum riempie le orecchie. Alcune sere fa sono andato a vedere un film sulla Banda Grossi. I paesaggi sono quelli dell’alto Metauro, i costumi sembrano originali dell’epoca, la storia vera e ammaliante, tutto molto bello, salvo i titoli di coda accompagnati da una ballata di stile Usa che col film centrava come i cavoli a merenda. E’ proprio vero, siamo diventati una colonia culturale americana in cambio di una crema di nocciole.

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