Il cesto di mele

Il nonno mi diceva, “Vai in soffitta e prendi una mela. – e aggiungeva – Se ne trovi una marcia buttala via”. Secondo la sua teoria se buttavi la mela marcia poi per tutta la stagione le mangiavi sane, se per risparmiare prendevi quella bacata le avevi sempre guaste. La teoria è ancora valida. Risparmiare sul cibo è una bella cosa ma tenere nel congelatore cibi al limite della conservabilità diventa un problema di salute. Purtroppo quelli della mia generazione hanno vissuto parte della gioventù nel dopoguerra, quando i problemi di alimentazione erano gravi e pressanti. Allora si diceva scherzando: “Rid, rid, tant tsi grass” (ridi, ridi, che sei grasso) per stigmatizzare persone che non riuscivano a combinare il pranzo con la cena ma conservavano intatto il buon umore malgrado la corporatura esile. Oggi si potrebbe dire: “Rid, rid, tant tsi megre”

Essere snelli è sintomo di buona salute. I tempi cambiano. A casa mia, nei momenti in cui il pesce costa poco, si fanno scorte nel congelatore. Giusto direte voi! Peccato che contrasti col teorema del cesto di mele. Quando il pesce costa poco mangiamo pesce, in altri periodi frutta, verdure, carne. Non solo cibi a km. zero ma anche a giorni zero. Encomiabile l’iniziativa della Coldiretti che organizza i mercatini dal produttore al consumatore. I coltivatori guadagnano qualche euro in più ed i consumatori mangiano cibi genuini. A proposito di accumulo, nella mia dispensa ci sono sempre 5-6 kg di pasta (questa almeno si conserva) a ricordo di mia madre che entrava in ansia se non ne aveva almeno 10 kg, un ricordo dei tempi di vacche magre. Ogni tanto faccio una ricognizione nel congelatore (dove i pacchetti hanno la data) e memore della teoria delle mele rendo felice il cane.

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