J’accuse di Viganò ma la verità è mite

Dopo la pausa estiva Papa Francesco ha ripreso a celebrare la Messa a Casa Santa Marta. Nell’omelia non ha fatto né nomi, né riferimenti particolari, ma le sue parole sono apparse come una risposta indiretta alle accuse formulate dall’ex nunzio negli Stati Uniti, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò. «La verità è mite, la verità è silenziosa – ha detto il Papa – con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione, l’unica strada da percorrere è quella del silenzio e della preghiera». Dunque il Papa sceglie di non rispondere apertamente al j’accuse di Viganò che ha chiesto a gran voce le sue dimissioni per presunte coperture accordate all’ex arcivescovo di Washington Theodore McCarrick, oggi sotto processo per abusi sessuali su minori. Del resto già nella conferenza stampa di ritorno dal Viaggio Apostolico in Irlanda Francesco aveva subito indicato la strada della verità e, riferendosi al “memoriale” di Viganò aveva detto ai giornalisti: «Leggete voi, attentamente, il comunicato e fate voi il vostro giudizio».

Non aggiungiamo altro ed anzi ci sentiamo di far nostre le parole del Papa: «silenzio e preghiera» perché «la verità è mite» e non serve gridare. Ci pare tuttavia doveroso sottolineare come in tutto il mondo si stiano moltiplicando le dichiarazioni di sostegno al Pontefice. Anche l’Arcivescovo di Pesaro monsignor Piero Coccia, lo scorso 30 agosto, ha voluto indirizzare una lettera al Papa usando parole molto delicate, quasi “silenziose”, così come ha indicato Francesco ma che interpretano bene il sentimento della gente del nostro territorio.

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