Incontri sulla donna nei due monasteri di Urbino

Secondo alcuni, l’etimologia di “Urbino” è Urbs bina, cioè “Città doppia”. Infatti, il suo centro storico si estende su due alture, il Monte e il Poggio, legate rispettivamente ai due uomini più celebri di Urbino e che hanno contribuito a farla conoscere in tutto il mondo: il “divin pittore” Raffaello e il duca Federico.

Quest’anno la nostra piccola città sarà doppia anche per un altro motivo. Le nostre due comunità contemplative femminili, quella di S. Chiara appena fuori le mura ai piedi del Poggio, e quella di S. Caterina, entro le mura e in cima al colle, propongono il “Progetto: due Monasteri nella Città… per dire Donna”. Le origini dei nostri cenobi affondano nel Medioevo e nel Rinascimento, al tempo in cui Urbino ha incominciato a essere un importante polo culturale, la “città ideale”; la nostra storia è inscindibilmente intrecciata alla sua non esclusivamente a livello architettonico e artistico, ma ben più profondo. I monasteri, lungo i secoli, hanno sempre realizzato un’intensa simbiosi con la realtà civile e territoriale in cui si trovavano, e così è stato anche per S. Chiara e S. Caterina.

San Giovanni Paolo II scrisse che la chiesa di Urbino non possiede solamente una storia gloriosa da raccontare, ma anche una grande storia da costruire (messaggio del 3 giugno 2002) e noi vogliamo prendervi parte. Il nostro intento è di continuare a essere una presenza viva e vivificante per la città cogliendo i segni dei tempi che lo Spirito ci comunica, nelle modalità più adatte per la gente di oggi, consapevoli che la vita consacrata è titolare di un dono che ha ricevuto non per se stessa, ma per la comunità ecclesiale e civile, ed è fedele al dono, cioè a se stessa, nella misura in cui lo dona a piene mani, lo condivide, […] nella misura in cui mette tutti (idealmente) a parte delle sue ricchezze e conduce anche altri alla santità di vita. (A. Cencini, Com’è bello stare insieme). Tuttavia, non potremmo dirci monache se prima non fossimo delle donne e la nostra tonaca non si reggerebbe in piedi se sotto non ci fosse una donna. Viceversa, la nostra femminilità e maternità si esprimono in maniera peculiare in quanto consacrate. Così è scaturita l’idea di una serie di incontri mensili sulla donna, guidati da laiche o consacrate, nei due monasteri femminili d’Urbino, uniti in un unico progetto rivolto a tutti.

Ci sarà un preludio il 10 ottobre alle 21 nella chiesa delle Agostiniane in via Saffi, con il primo de “I Mercoledì di S. Caterina” dal titolo Volti di donna, volti di madre, in compagnia della critica d’arte Madre Gloria Riva AE.

Da ottobre a dicembre le serate si svolgeranno nella biblioteca del monastero di S. Chiara (via Laurana 4) alle 20.45. Il primo appuntamento del “Progetto: due Monasteri nella Città… per dire Donna” è domenica 14 ottobre, con l’incontro La donna nella Chiesa tenuto dalla regista Liliana Cavani. Da gennaio a giugno, di mercoledì, si continuerà nella Sala S. Rita dalle Agostiniane con il corso biblico Una storia al femminile: donne della Bibbia.

Monache Agostiniane e Clarisse d’Urbino

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