Una piazza dedicata a Madre Teresa di Calcutta

Quasi tutta la giunta comunale ha preso parte, sabato 7 luglio, all’intitolazione della piazza del centro commerciale di Sant’Orso a Santa Madre Teresa di Calcutta. Un’idea nata dai residenti del quartiere, dai frequentatori della piazza e portata avanti con tenacia da Giorgio Capodagli membro del consiglio parrocchiale. “Quello di oggi – ha sottolineato il Sindaco di Fano Massimo Seri – è un gesto importante, significativo e anche opportuno. La scelta di dedicare una piazza e non una via mi piace molto perché la piazza è un luogo di ritrovo e quando si sceglie un nome si trasmette anche un valore. Se pensiamo alla storia di Madre Teresa di Calcutta pensiamo a una storia fatta di piccoli gesti, ma straordinari, di chi ha speso la sua vita a servizio dei poveri e dei bisognosi”.

Il Vescovo Armando, presente all’intitolazione, ha messo in evidenza come un nome diventa anche foriero di un impegno. “Madre Teresa si è messa a servizio dei più poveri e ha lavorato in un clima di inclusione anche con il mondo non cattolico. Dare il nome di Madre Teresa a una piazza significa ricordarsi che qualcuno prima di noi ha speso la propria vita per gli ultimi senza aver paura di immergersi nelle diversità. Speriamo – ha concluso il Vescovo – che le piazze diventino sempre più luogo di incontro e non di scontro”. Il Vescovo si è poi soffermato sul quartiere di Sant’Orso, un quartiere che è stato rivalutato grazie anche alla parrocchia e all’oratorio in una sinergia non alternativa, ma inclusiva con il territorio.

Renato Claudio Minardi, Vice Presidente del Consiglio Regione Marche, ha voluto ricordare con quanta passione e determinazione Capodagli ha stimolato tutti per far sì che avvenisse questa intitolazione. “Madre Teresa – ha sottolineato Minardi – rappresenta nel mondo intero la persona che ha dedicato tutta se stessa ai poveri. In un momento come questo credo occorra ricordare che i poveri, i bisognosi, quelli che fuggono dalle guerre e carestie hanno il sacrosanto diritto di essere accolti nel rispetto delle regole”.

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