Fede, fuoco nel cuore delle comunità

La figura del pastore, il lavoro di ascolto delle nuove generazioni, il dialogo con le istituzioni sono stati alcuni dei temi trattati, martedì 10 luglio, dal Vescovo Armando nell’omelia della Santa Messa in occasione della Solennità di San Paterniano, patrono della città di Fano e della Diocesi.

“Il Pastore – ha sottolineato il Vescovo – vive tra  la sua gente. Proprio come il pastore fra il suo gregge, con rispetto e responsabilità, ne condividiamo fatiche e arsure: le chiamiamo per nome, riconoscendole nella povertà in cui si dibattono tante famiglie, nel lavoro che non c’è per  tutti, che non è sicuro o che di fatto è una mala-occupazione. Ce ne facciamo voce conoscendolo da vicino, amandolo e rispettandone la storia e l’identità. Vedete, cari amici – ha proseguito il Vescovo – sopra il mio abito c’è una croce. Io sono portatore di questa croce. Essa è il segno non della morte ma della vita. E’ il segno che Dio si è fatto uomo per ogni uomo, per salvare ogni uomo, per risollevare ogni uomo dai suoi limiti e dalle sue colpe, per aiutare e per perdonare chi si accosta a lui con fiducia e pentimento. La croce è la strada verso la risurrezione, verso la vita. Sono qui, perciò, per annunciarvi, ancora una volta, che il Dio cristiano è il Dio della vita e non della morte, della gioia e non della paura”.

Impegno educativo. Il Vescovo si è poi soffermato sul Sinodo del prossimo ottobre dedicato ai giovani mettendo in evidenza come sia quanto mai importante oggi l’impegno educativo. “Nel concreto – ha affermato il Vescovo – significa mettere l’accento, innanzitutto, sulla responsabilità di noi adulti nel testimoniare ai giovani ragioni di vita, coinvolgendoli nell’esperienza cristiana; quindi, sulla centralità dei legami e degli affetti, a cui dà un contributo essenziale l’appartenenza ecclesiale; infine, sulla consapevolezza che la maturità, verso la quale le nuove generazioni sono incamminate, cresce in misura proporzionale alla loro disponibilità a restituire, a prendersi cura, a donare qualcosa di sé agli altri. Il Sinodo dei Vescovi, dedicato ai giovani, alla fede e al discernimento vocazionale, ci offre una occasione in più per riallacciare un’alleanza educativa con le nuove generazioni”.

Istituzioni. Un accenno anche al dialogo con le istituzioni con uno sguardo attento alle comunità locali. “Anche nelle nostre cittadine diocesane “ricostruire la speranza, ricucire i Paesi, pacificare la società”. Prendiamo le distanze dal disincanto, dalla prepotenza e dalla sciatteria morale che ci circondano. Prendiamo le distanze dalle nostre stesse paure. Facciamolo in nome del Vangelo e sempre con il sorriso e a voce bassa. Ci troveremo a condividere la strada con tante persone buone, sincere, oneste. San Paterniano – ha concluso il Vescovo – custodiscici, difendici dalla mediocrità, liberaci dalle paure del tempo presente, donaci occhi limpidi per amare concretamente  il nostro tempo, il nostro popolo, i nostri poveri, i meno fortunati, i meno amati dalla vita e dalla società.”.

Il testo integrale dell’omelia è on line sul sito www.fanodiocesi.it

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