Bonaventura Porta contro il razzismo

Il triste anniversario della promulgazione delle Leggi Razziali (1938 – 2018), tema scelto per l’edizione 2018, è stata occasione, per gli alunni e i docenti della classe V del Liceo della Nuova Scuola, di dedicare attenzione alle vicende locali, troppo spesso trascurate nei programmi di storia. La ricerca di figure che hanno espresso un dissenso all’ideologia razzista ci ha condotti all’incontro con Bonaventura Porta, Vescovo di Pesaro dal 1917 al 1952, tramite il ritrovamento di alcuni documenti ufficiali dell’autorità fascista che lo controllava durante i suoi interventi pubblici. Razza. Si inizia con il documento riservato e datato 16 settembre 1938. “Al Questore di Pesaro, con l’unito promemoria, visto superiormente, è stato segnalato che il Vescovo di Pesaro il 4 corrente, nella Cattedrale, illustrando il Vangelo avrebbe fatto accenni contrari alla politica razziale del regime. Vi prego di riferirmi sollecitamente al riguardo.

(Firmato) Il prefetto”.

Grazie a questi documenti, consultati presso la Biblioteca – Archivio V. Bobbato, gli studenti hanno toccato con mano cosa si intende per regime “totalitario”: il potere centrale tenta di controllare l’opinione pubblica in modo così capillare da mandare appositi picchetti ad ascoltare le omelie della domenica! Stupore generale e poi un fiotto di domande, sempre più profonde: come e dove si origina il dissenso del Vescovo Bonaventura Porta nei confronti dell’ideologia razzista in un mondo in cui tutto diceva il contrario? L’abbiamo domandato ai manoscritti del Vescovo stesso, conservati nell’Archivio Storico Diocesano di Pesaro; scartabellando curiosi tra i “foglietti” di appunti, scopriamo un uomo che non si è lasciato sfuggire alcun contributo culturale dell’epoca come stimolo alla riflessione critica. Ecco quel che scriveva: “Che cos’è la razza? Non c’è concetto più oscuro” e ancora “ La razza pura germanica non esiste, la razza superiore germanica non esiste. (…) I problemi internazionali devono risolversi col principio di uguaglianza non di superiorità di razza”.

Coincidenze. Il 15 dicembre 1953 moriva Bonaventura Porta, amato e acclamato santo dal popolo di Pesaro. Lo stesso giorno, 64 anni dopo, in un’aula della scuola i ragazzi hanno conosciuto e intervistato un testimone diretto dell’epoca, che subito ha notato l’imprevista e incredibile coincidenza di date. Si tratta di don Raffaele Mazzoli che, ordinato sacerdote dallo stesso Vescovo Porta, ha generosamente condiviso con noi le sue memorie delineandoci il quadro di un uomo vivo, semplice nell’eloquio che parlava ai fedeli in modo che tutti potessero capire, raccontando fatti e non teorie, povero tra i poveri condivideva con loro il poco che possedeva… Questo il nostro incontro con il Vescovo Bonaventura Porta, che ci ha trasmesso una concezione fondata e ragionevole per contrastare l’attuale rischio di razzismo. In uno dei periodi più bui della storia è stato testimone credibile della verità.

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