Fare politica per il bene comune

Mancano meno di quaranta giorni al voto del 4 marzo, e nei prossimi giorni la campagna elettorale subirà un presumibile inasprimento dei toni. Le conseguenze di una modalità fatta solo di slogan “brevi e ad effetto” è quello di non far capire le vere differenze tra un partito e un altro, tra le idee e le proposte di ogni candidato al compito più delicato e importante: fare politica per il bene comune. Faccio un appello affinchè i partiti, e ancor più i singoli candidati, si esprimano chiaramente su quelle che, secondo me, sono le cinque priorità per il futuro del nostro Paese:

1) Il lavoro, in particolare per i giovani. Sono numerosi ed urgenti i provvedimenti necessari per aumentare l’occupazione nel nostro Paese, con una assoluta priorità per gli under 35.

2) La denatalità e la famiglia. Servono politiche decise e chiare per favorire la nascita di figli, accompagnati da politiche fiscali e di sostegno reale alle famiglie numerose.

3) La protezione sociale e socio-sanitaria. E’ necessario garantire un welfare sociale accessibile, e garantire il diritto alla salute per tutti uscendo dalla logica dell’aziendalizzazione del sistema sanitario per farne una rete di servizi efficace sia nella cura che nella prevenzione.

4) L’accoglienza dei migranti. Occorre reimpostare il sistema dell’accoglienza dei migranti, con una modalità che veda piccoli nuclei sparsi in tutto il territorio, con il concorso preventivo dei Comuni, e che operi in una logica di rispetto della loro cultura, ma anche di reale apprendimento delle nostre leggi e tradizioni, in situazioni non di puro “parcheggio” ma con stimoli a essere attivi rispetto al territorio che li accoglie.

5) La giustizia e la lotta alla criminalità organizzata.  E’ necessario procedere ad una riforma della giustizia che renda certi e veloci i tempi del giudizio e chiara e proporzionata la pena, accompagnata da una riforma del sistema carcerario.

 

Il nostro sforzo, come cittadini ma anche come cristiani, deve essere quello di valutare anzitutto le persone, cioè i candidati. Pertanto il mio consiglio è quello di votare per persone “coerenti” tra ciò che dicono e ciò che hanno realizzato fino ad oggi (sia in politica che nella propria vita), perchè chi è stato incoerente sino ad ora, lo sarà anche in futuro.

* Direttore dell’Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola

 

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