La sfida del lavoro passa anche da noi

 

Come in ogni grande evento della Chiesa, in cui “convengono” oltre mille persone, Vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, laici, tra cui tanti giovani e donne, la sensazione che si prova è “eletrizzante”. Ma al di là della piacevolezza di incontrare tanti volti nuovi, e rivedere volti già conosciuti nel cammino preparatorio, a Cagliari ho percepito chiaramente il volto di una Chiesa unita e determinata. Certo il tema richiedeva una certa concretezza: “il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale“. C’era la consapevolezza in tutti noi delegati che esso rappresenta la grande priorità del nostro tempo. Senza il lavoro non c’è dignità per l’uomo e la donna, senza il lavoro non c’è la speranza di un buon futuro per i nostri giovani: questo ci eravamo detti nei lavori preparatori. C’era la determinazione di individuare idee e proposte da sottoporre a chi ha responsabilità di governo, a tutti i livelli, e da condividere con le nostre comunità territoriali, al nostro ritorno, per una nuova fase di presenza dei cattolici nella società.

Ma prima di entrare nelle proposte emerse, mi preme evidenziare due aspetti positivi di questa 48° Settimana Sociale dei Cattolici italiani. Il primo: essendo un tema “attraversato” anche dalla politica, non c’è stata l’esigenza di un “distinguo” tra le diverse sensibilità presenti, rispetto alle strategie, o alle visioni, necessarie per affrontare l’argomento. Ho sentito il desiderio da parte di tutti di lavorare insieme, la disponibilità a trovare una unità di intenti e di venire a capo dei problemi senza “se” e senza “ma”. Ho sentito una Chiesa unita, tra i laici, e tra loro e i Pastori, tutti concentrati nel cogliere le potenzialità che la sfida sul lavoro ci presentava.

Il secondo: il metodo adottato, ossia uno spazio laboratoriale composto da 90 tavoli ognuno composto da 10 persone che hanno potuto sperimentare l’esercizio del coinvolgimento attivo e la possibilità di dare ciascuno il proprio contributo alla costruzione delle proposte finali. Le proposte presentate al Governo, sintetizzate per macro-argomenti, hanno elementi di dettaglio che esorto le comunità a conoscere per farne oggetto di impegno comune. Le quattro proposte sono: 1. Rimettere il lavoro al centro dei processi formativi, con il potenziamento degli ITS e del sistema duale tra aziende e centri di formazione; 2. Sostenere le piccole e medie imprese non quotate attraverso i PIR (Piani individuali di risparmio); 3. Migliorare il Codice dei contratti pubblici, per uscire dalla prassi del massimo ribasso e potenziare i criteri di sostenibilità ambientale; 4. Rimodulare le aliquote IVA per le imprese secondo criteri ambientali e sociali.

 

 

(* Responsabile Pastorale del Lavoro diocesi di Fano)

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