Cinghiali sul San Bartolo

In altri tempi i cinghiali erano più piccoli ed ogni scrofa (non è un’offesa) produceva due o tre cuccioli all’anno ed il numero veniva limitato dai predatori e dall’uomo. Poi alcuni incroci (voluti o casuali) con maiali selvatici li hanno resi molto più prolifici e di taglia maggiore facendoli diventare una specie invasiva e nociva all’agricoltura. Vedere un campo di patate visitato dai cinghiali è una scena che non si dimentica. E’ vero che alcune signore animaliste sono convinte che le patate si acquistino al supermercato, ma al mondo esistono strane persone che le coltivano nei campi e magari, se ne producono abbastanza, le vendono. A questo punto si trovano di fronte all’alternativa di mangiare patate o costarelle. Indovinate cosa decidono. Ma ciò riguarda noi che abitiamo fra viale Trieste e l’autostrada?

Purtroppo i simpatici ungulati hanno deciso di colonizzare anche il parco del San Bartolo, terrorizzando famigliole in gita ecologica, e non avendo studiato il Codice della strada attraversano la strada all’improvviso senza guardare il traffico. Come molti pedoni. C’è un rimedio: i cacciatori. Scusatemi ho detto una parolaccia; solo pensare a fucili nel Parco … Ma gli animalisti sostengono che ci sono altre soluzioni, come la sterilizzazione. Ci vai tu a dare la pillola alla cinghiala. Avete mai visto una bestia di un quintale caricare in mezzo ai cespugli? Pensate di portarvelo a casa come un gattino e metterlo in salotto? Volete convincerla che è opportuno evitare il verro perché fa delle brutte cose? Dice, ma allora non ti piace il cinghiale. No, no, a me piace moltissimo: col sugo e la polenta, le costarelle in umido, un brasato al barolo, in salmì o arrosto con le patate. Ha tempi di cottura lunghi, ma è tanto buono.

Alvaro Coli

One Response to Cinghiali sul San Bartolo

  1. Mipermetto di commentare Alvaro. Sorvoli molto sugli incroci voluti o meno,; vorrei ricordarti che sono stati voluti dagli stessi cacciatori che non nomini, Molti gli allevamenti abusivi soprattutto qualche anno fa che servivano a diffondere questo tipo di cinghiale. Essendo poi molto più prolifico aumenta in quantità tali da richiamare i suoi antagonisti: i lupi. Inoltre quello che non si dice che sono gli stessi cacciatori a foraggiare questi animali (pratica solo recentemente vietata dalla legge) per farli stanziare sul posto e quindi abbatterli. Inoltre dovrebbero stare a distanza da abitazioni e strade pari ad una gittata e mezzo del loro fucile ciò significa anche a 4,5 km (cosa che nessun cacciatore si attiene). Infine le disposizioni del parco sono prettamente in contrasto con la L. 157/92 sulla caccia , la quale chiede prima degli abbattimenti cruenti la selezione ecologica e l’uso solo delle guardie provinciali o ex CFS per l’uccisione. Ti informo che nel 2008 al Furlo furono catturati con chiusini (apposite trappole) ben 58 esemplariin soli 2 mesi: intervento del presidentissimo fu revocata questa scelta.

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