Walter Bajocchi, l’arte di incidere nel cuore

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Il 18 febbraio Walter Bajocchi, fondatore e presidente dell’Associazione AIIA DI Candelara (Accademia Internazionale Incisione Artistica), ci ha lasciato. Nella vita professionale è stato dipendente delle Poste. Dopo aver vinto un concorso per frequentare un corso di “microincisione”, si è occupato prevalentemente della realizzazione di francobolli, anche questa una forma d’arte. L’incisione è stata il suo lavoro, la sua passione costante, la sua vita. Ci sarebbe molto da raccontare sul prof. Bajocchi: la sua formazione all’Accademia di Brera, poi la Scuola del Libro con il maestro Walter Piacesi e l’Accademia di Belle Arti di Macerata; le numerose e proficue collaborazioni con grandi artisti, per i quali è stato stampatore ufficiale; la sua prima stamperia, “Il mastello del Prete”, nata nei locali dell’ex-seminario di Fano ed il suo negozio di stampe a Pesaro. Ne avremo presto l’occasione: l’Accademia di Incisione Artistica che, malgrado il dolore della perdita, continua a portare avanti i suoi progetti e la sua attività, sta organizzando una commemorazione pubblica il prossimo 3 maggio, presso la Sala del Consiglio del Comune di Pesaro.

 

 

L’ENTUSIASMO DI LAVORARE COI BAMBINI

AIIA per Walter era una seconda famiglia cui dedicava la maggior parte del suo tempo libero. Compagno fedele in questa avventura negli ultimi venti anni è stato Muzio Piccioni, il quale ricorda di averlo conosciuto nel 1995 a Senigallia. “Avevo la passione per la stampa calcografica, i primi rudimenti tecnici li avevo avuti dal prof. Luigi Toccacieli. Ogni tanto frequentavo gli studi di Spallacci e Serafini. Walter lo incontrai alla manifestazione Arte Viva di Senigallia; nel suo  gazebo, il primo in cui mi imbattei, c’era un grande torchio, che ora è qui nei locali della nostra Accademia. Iniziammo a parlare e ci fu un’immediata sintonia. Dissi a Walter che avevo bisogno di stampare una lastra; mi invitò a tornare l’indomani e così feci. Walter inchiostrò la lastra ma la stampa non riuscì bene. Per il dispiacere buttò stampa e lastra in un cestino; un passante tedesco con un gesto fulmineo recuperò la lastra e se ne appropriò”.

Di quella lastra non sappiamo più nulla, ma da lì nacque un’amicizia grande e indissolubile. Muzio, oggi decano dell’AIIA, fu uno dei primi collaboratori di Walter nell’associazione, da lui fondata distaccandosi dall’Associazione Amici Accademia Raffaello di Urbino. Negli anni Novanta l’AIIA aveva sede a Novilara, poi fu trasferita a Candelara in spazi più ampi. Oltre alle attività del laboratorio di incisione, Walter con l’AIIA organizzava la stagione estiva delle mostre d’arte per animare il borgo di Novilara, impegno che mantenne anche dopo il trasferimento a Candelara, coinvolgendo i suoi amici artisti, una fitta rete in tutta Italia. Negli ultimi dieci anni aveva dato vita ad un nuovo progetto che coinvolgeva la scuola primaria di S. Maria dell’Arzilla nella realizzazione di un libro scritto ed illustrato dagli stessi alunni; un’iniziativa che lo entusiasmava e di cui andava fiero, capace di introdurre i bambini all’arte dell’incisione con risultati sorprendenti. Infine, quest’anno è iniziata una nuova collaborazione con i ragazzi della comunità “Il filo della Gioia” per la realizzazione di una mostra collettiva in quel di Pesaro. Muzio ricorda ancora quando si partiva con la station wagon di Walter per Città di Castello, sede di un’azienda produttrice di bare dove si rifornivano delle lastre di zinco da incidere: “Walter non voleva sentir parlare di incidere lastre in ferro, sebbene più economiche, per lui la lastra doveva essere in rame o, se si voleva risparmiare, in zinco”. Il viaggio terminava sempre in una trattoria locale e poi, puntualmente, al ritorno sbagliavano strada e, invece di percorrere la comoda via della Contessa, si ritrovavano sulle curve del passo Scheggia. Un altro appuntamento annuale era quello all’Arte Fiera di Bologna dove si andava ad acquistare una particolare carta fatta a mano, costosissima.

 

 

L’ASTROLOGIA COME GIOCO MA LA FEDE PER L’ANIMA

Walter era un uomo superstizioso e amante dell’astrologia, tanto che nella domanda di iscrizione all’AIIA, oltre ai dati anagrafici, richiedeva sistematicamente il segno zodiacale e l’ascendente dei partecipanti ai corsi. Era un gioco, l’espressione della sua anima “ludica”, ma attraverso quei dati ricostruiva, ad esempio, il quadro astrale di ognuno degli alunni e così cercava di creare gruppi di lavoro con ragazzi dalle caratteristiche simili. Era però anche un uomo profondamente religioso: con la moglie Anna Maria e la figlia Maggio, si recava in chiesa ogni domenica. In particolare prediligevano le funzioni nella comunità di Villa San Biagio a Fano, gestita dall’Opera Don Orione. Un’altra amica di famiglia, la prof.ssa Federica Tesini, ricorda di aver conosciuto Walter nell’edizione della Gavardiana del 1971. “Lui vinse con un’incisione della fontana di Piazza del PopoloPiù volte gli dissi che lui non era un vero artista, perché in lui non c’era malinconia, ma solo allegria”. Giovanni Frausini, parroco della parrocchia di Pio X, dove si è svolto il rito funebre, ha ricordato che Walter aveva avuto un grande dono: quello dell’incisione; e Dio Padre incide l’amore nel cuore di ogni uomo, e l’amore è un tratto comune tra gli uomini.

Nicholas Blasi, presidente del Quartiere n. 3 delle Colline e dei Castelli, lo ha ricordato con commozione: “Ci sono persone che lasciano il segno, persone che con il loro lavoro e con la loro passione contribuiscono a migliorare la vita di una comunità. Walter ha lasciato il segno, e quello che lui era continuerà a vivere nei tanti progetti che verranno portati avanti insieme agli amici dell’Associazione Internazionale di Incisione Artistica”. Anche l’Assessore alla crescita del Comune di Pesaro, Giuliana Ceccarelli, ha ricordato il suo grande impegno nel promuovere il bene della comunità in cui ha operato: “Sarà difficile – ha detto – non pensare a lui ogni volta che un bambino della scuola dell’Arzilla inciderà un disegno su una delle sue lastre”. E su Facebook anche il consigliere regionale Andrea Biancani lo ha voluto ricordare: “…insieme a Muzio Piccioni ha valorizzato l’arte dell’incisione, riunendo artisti ed appassionati. Ci univa una stima reciproca. Lo ricordo con grande affetto, per il valore del suo impegno e, soprattutto, per il suo carattere speciale, così esuberante e controcorrente”.

 

 

Lorenzo Fattori

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