Quaresimale del Vescovo nella Basilica di San Paterniano

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“Cristo non ha inventato la Croce e noi non siamo nati né per essa, né per la sofferenza ma per la Gioia, Gesù ha trovato la Croce nel suo cammino”. Queste le parole introduttive del vescovo Armando nel Quaresimale, tenutosi lunedì 27 marzo, presso la Basilica di San Paterniano. Tema dell’introduzione, che ha preso in esame i testi biblici 1Cor1, 22-25 e GV 12,20-32. 13,1 la Croce capovolge la storia. Gesù non scende dalla croce. Poteva farlo, ma se fosse sceso, ci avrebbe svelato un altro volto, un volto che non è quello di Dio. Il volto di Dio, infatti, è l’amore e la misericordia infinita, è il volto della bontà senza limiti. Gesù ci ha svelato che l’onnipotenza di Dio è l’onnipotenza dell’amore. Per questo, la storia è faticosa, tortuosa, difficile, perché Dio ha una sola potenza, ha una sola onnipotenza: l’onnipotenza dell’amore.

 “Il Venerdì Santo – ha affermato il Vescovo nella riflessione al Vangelo di Giovanni – è un giorno severo per i cristiani, in cui non si celebra la Santa Messa perché la morte di Gesù viene celebrata senza la risurrezione. E’ vero, come affermava don Tonino Bello, che il venerdì santo è stazione provvisoria, ma forse a volte noi la facciamo scorrere troppo velocemente e non ci viene il sospetto che sia una stazione da contemplare duramente. Nel venerdì santo la morte in sé è la grande protagonista, è la croce, con la sua ombra, a dominare la liturgia, è il Crocifisso che ci chiede di essere adorato. Il Crocifisso – ha proseguito il vescovo Armando i – è il dirsi e il darsi di Dio nella sua solidarietà per ogni uomo, per ogni uomo peccatore, nel suo abbassamento fino alla condizione di schiavo, di umiliato. Non è la croce a fare grande chi vi è appeso, ma colui che in essa è crocifisso. Gesù, inchiodato nella sua innocenza, non può tradire l’amore, si è consegnato in modo pieno. Nel venerdì santo siamo chiamati a volgere lo sguardo del nostro cuore a Cristo Gesù sospeso sull’altare della croce”.

Il Vescovo ha poi ripreso le parole di Papa Francesco durante la Santa Messa nella chiesa di Santa Marta in occasione della Festa dell’Esaltazione della Croce. “Il mistero della Croce è grande per l’uomo, può essere avvicinato solo nella preghiera e nelle lacrime. Nel mistero della Croce troviamo la storia dell’uomo e la storia di Dio, sintetizzate dai Padri della Chiesa nella comparazione tra l’albero della conoscenza del bene e del male, nel Paradiso, e l’albero della Croce. Quell’albero aveva fatto tanto male e questo albero ci porta alla salvezza, alla salute. Perdona quel male. Questo è il percorso della storia dell’uomo: un cammino per trovare Gesù Cristo Redentore, che dà la sua vita per amore. Questo albero della Croce ci salva, tutti noi, dalle conseguenze di quell’altro albero, dove è incominciato l’autosufficienza, l’orgoglio, la superbia. Nella Croce c’è anche “la storia di Dio” – ha proseguito il Vescovo citando le parole di Papa Francesco – “perché possiamo dire che Dio ha una storia”. Infatti, “Lui ha voluto assumere la nostra storia e camminare con noi. Dio fa questo percorso per amore! Non c’è altra spiegazione: soltanto l’amore fa queste cose. Oggi guardiamo la Croce, storia dell’uomo e storia di Dio. Guardiamo questa Croce, dove si può saggiare quel miele di aloe, quel miele amaro, quella dolcezza amara del sacrificio di Gesù. Ma questo mistero è tanto grande.

Per entrare in questo mistero, che non è un labirinto ma gli assomiglia un po’, sempre abbiamo bisogno della Madre, della mano della mamma. Che Lei, Maria, ci faccia sentire quanto grande e quanto umile è questo mistero; quanto dolce come il miele e quanto amaro come l’aloe. Che sia Lei che ci accompagni in questo cammino, che non può farlo nessun’altro se non noi stessi. Ognuno deve farlo! Con la mamma, piangendo e in ginocchio” Il prossimo appuntamento con i Quaresimali, presieduti dal Vescovo, sarà lunedì 3 aprile per poi concludere il cammino di preparazione quaresimale con la Via Crucis cittadina in programma venerdì 7 aprile dalla parrocchia di San Paolo apostolo al Vallato fino alla Cattedrale.

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